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lunedì 25 luglio 2016

LO SCIACALLO INTERVISTA BRUNO MAUTONE: "RINO GAETANO E' STATO UCCISO"



Altra grande esclusiva dello Sciacallo. Questa volta Marcus L. Mason ha deciso di occuparsi della vicenda che riguarda l'omicidio di Rino Gaetano. Il cantautore crotonese, infatti, sarebbe stato ucciso dalla Massoneria deviata a causa di alcuni testi ritenuti pericolosi per il potere dell'epoca. Lo sostiene l'avvocato Bruno Mautone, autore dei saggi "La tragica scomparsa di un eroe" e "Chi ha ucciso Rino Gaetano?". L'avvocato campano ha svolto lavoro eccellente, analizzando a fondo numerosi testi dell'artista, arrivando a svelare particolari inquietanti mai resi pubblici. Del resto le sue conclusioni coincidono con quelle di Paolo Franceschetti, uno dei primi in Italia ad aver sollevato dubbi e sospetti sull'incidente stradale che quel maledetto 2 giugno 1981 costò la vita al grande artista.

Ci teniamo in maniera particolare a ringraziare Bruno Mautone per la grande disponibilità e il tempo concessoci. Gli facciamo un ulteriore in bocca al lupo per il suo lavoro. Qui sotto il link per ascoltare il nostro colloquio con l'avvocato Mautone.

https://www.youtube.com/watch?v=lkkq66l9LyA


venerdì 22 luglio 2016

PERCHE' LA MAGGIOR PARTE DELLE FONTANE SONO A BOCCA DI LEONE?


                                         Fonte foto: Wikipedia

La nostra esistenza è attorniata da simboli. A volte ce ne accorgiamo, altre no. Eppure sono dappertutto: nei simboli dei partiti politici, nelle pubblicità, nella musica, nel cinema . Ogni simbolo porta con sé un significato e, come spiega brillantemente il nostro amico Gianfranco Carpeoro, un grande simbolista, rappresentano un archetipo. Il simbolo ha come scopo quello di farci fare due processi: uno non razionale e uno razionale, meno immediato. Il primo caso è rappresentato dal dado: a seconda di come si dispongono i punti, noi siamo in grado di percepire il numero senza avere la necessità di dover contare; e questo è possibile proprio perché conosciamo la disposizione dei punti di tutte le facce del dado. Nel caso fossero disposti diversamente, verrebbe meno questa immediatezza.

Il simbolo si trasmette per iniziazione, quando al momento della trasmissione i contenuti vengono svelati e spiegati al soggetto definito “iniziato”, o per tradizione, quando viene invece trasmesso solo lo schema, senza nessuna spiegazione. Nel primo caso abbiamo sia la scatola che il contenuto, nel secondo solo la scatola. E qui nasce il problema, perché nel secondo caso, viaggiando da generazione a generazione, spesso si finisce per dimenticare ciò che conserva la scatola, perché risulterà sempre più complesso decifrarne il contenuto, anche se basterebbe aprire la scatola.

Entriamo ora nel nocciolo della questione. In una conferenza tenutasi a Milano nel 2011, Carpeoro ha spiegato l’origine del simbolo del partito Comunista, la Falce e il Martello, e il suo significato: il simbolo è stato ideato da un massone della loggia tre globi di Berlino (che con la garanzia del Gran Maestro della massoneria sovietica, Lev Trockiy, ha finanziato la rivoluzione di ottobre), ispirandosi allo schema del simbolo della Massoneria, Squadra e Compasso, che molti massoni moderni nemmeno comprendono il significato. La Falce e il Martello stanno ad indicare rispettivamente le classi contadine e operaie, che più di tutte risentivano dello sfruttamento della società capitalista, e che dovevano perciò prendere coscienza della loro condizione di classe, unendosi e lottando per costruire una società basata sull’ideale comunista.  Per quanto riguarda il significato della Squadra e del Compasso vogliamo fare un giochino simpatico con voi: scriveteci nei commenti (sul blog e sulla nostra pagina Facebook) qual è secondo voi il significato di questi due simboli.

Ora, però, è il momento di svelarvi il mistero delle fontane a bocca di leone. Addirittura un’intera città, Venezia, è fondata su questa simbologia. La spiegazione, ancora una volta, ce la fornisce Gianfranco Carpeoro, nel suo romanzo “Il volo del Pellicano”. Nel romanzo si cita un passo di “Geroglifici”, un opera di Orapollo scritta in lingua greca, presumibilmente nel V secolo d.C:

Un leone perché il Sole, quando è in congiunzione col Leone incrementa la piena del Nilo e, durante il periodo in cui esso rimane in questa costellazione, le nuove acque spesso raggiungono il doppio del livello consueto. E’ per questo motivo che gli antichi sovrintendenti alle opere sacre costruivano a forma di leone i canali e le condutture delle fontane sacre, e per lo stesso motivo, ancora oggi in campagna, per propiziarsi una piena abbondante, il vino raccolto nei tini è fatto uscire da rubinetti a forma di leone”.

Ma non finisce qui, perché l’origine del leone è ancora più antica, e affonda le sue radici nella Bibbia e in molte altre tradizioni. Per chi deciderà di proseguire nelle ricerche, alla maniera di Giulio Cortesi nel libro sopracitato, scoprirà un altro aneddoto molto singolare: il periodo in cui viene collocato il “Diluvio universale” (su questa denominazione ci sarebbe da discutere), guarda combinazione, non solo coincide con la costellazione del Leone, ma veniva identificato proprio con l’era del Leone.
Dalla bocca esce la parola, il segno e simbolo. Se è segno, la parola non significa nulla. Se invece è simbolo, significa tutto” Carl Gustav Jung

Mente libera, occhi aperti
                                             Lo Sciacallo, Marcus L. Mason








domenica 17 luglio 2016

IL FALLITO COLPO DI STATO DI ANKARA: DRAMMA INASPETTATO O SOTTILE STRATEGIA POLITICA? E' L'ISLAM IL VERO NEMICO?


fonte: it.euronews.com

Cari lettori, a chiudere quella che può senza mezzi termini essere definita una settimana da incubo, è arrivato il tentativo di colpo di stato in Turchia, con il quale si intendeva rovesciare il regime di Recep Tayyip Erdogan.

Ma siamo proprio sicuri che gli avvenimenti di Ankara non nascondano dei significati decisamente differenti da tutto quello che ci è stato raccontato, la solita drammatica ed elementare versione ufficiale da gettare in pasto al popolo minuto? Non sono tanto le dinamiche effettive della notte di Ankara che ci insospettiscono, quanto le conseguenze sul piano politico internazionale, e soprattutto il fatto che, ad un'attenta disamina seppur elaborata a posteriori (troppo facile, lo comprendiamo, ma necessaria a questo punto...), le tragiche ore turche di venerdì sera erano probabilmente destinate a consumarsi da tempo. Ma andiamo con ordine.

Ieri, il giorno successivo al fallito golpe, è apparso un interessantissimo articolo su un blog italiano, maestrodidietrologia, che sostiene una tesi alternativa che ha da subito incuriosito noi dello Sciacallo. Ci teniamo enormemente a premettere che la nostra linea editoriale non è dettata che dal nostro pensiero e dalle opinioni che noi ci facciamo osservando ciò che ci accade intorno. Non siamo tenuti, né intendiamo certificare e supportare tout court qualsiasi teoria o versione di qualunque fatto soltanto perché proveniente da una fonte (che si tratti di un blog, come in questo caso, o un giornalista o quant'altro) dichiaratamente complottista, termine che non ci piace e in cui non ci riconosciamo, ma che ahimé è entrato nel linguaggio comune per identificare tutti coloro che credono che i governi più potenti della Terra nascondano parecchie informazioni ai cittadini...

E difatti, troviamo che l'apprezzabile pezzo del blog sopracitato (ecco il link dell'articolo: http://maestrodidietrologia.blogspot.it/2016/07/mamma-li-turchi-son-tanto-cattivi-e-fan.html), in alcuni tratti esageri. Ma su un punto, in particolare, non possiamo che sottoscrivere totalmente. Questo golpe ha rafforzato il regime (termine che rende perfettamente l'idea) di Erdogan. La tecnica del finto colpo di stato atto in realtà a rafforzare il potere autoritario è vecchia come il mondo. L'effetto psicologico sulla popolazione è tanto semplice e banale quanto maledettamente efficace; il dittatore o il potente di turno invoca, quasi mettendosi il ginocchio, l'aiuto e il sostegno della gente comune, sollecitandola a compattarsi per respingere la minaccia incombente, per poi ergersi a comandante e guida di quel popolo fiero e caparbio che ha riconquistato la sua identità ed è ormai pronto a rischierarsi obbediente sotto la sua egida.

Per chi decide di andare oltre il solito velo della distorta informazione di massa, aggiungiamo che il regime instaurato da Erdogan fa parte di quel sistema internazionale occulto che si occupa di finanziare materialmente il Califfato dell'Isis. E in effetti, se ci ragionate un momento, quello che si è verificato in Turchia non è altro che la versione in scala ridotta dello scacchiere politico mondiale di questo periodo storico. Non serve che ribadiamo ulteriormente che chi di dovere sta lavorando ormai da anni per mettere in atto quello che è chiamato Nuovo Ordine Mondiale (NWO); chi ci vuole credere lo faccia, altrimenti è libero di spernacchiarci. Brevemente e semplificando, l'Islam è stato scelto come il Nemico, tutto ciò che deve essere odiato e combattuto, con la motivazione che sono loro ad odiare noi (ma poi, quale noi?), sin dalla notte dei tempi. Tutto ciò è magnificamente spiegato dalla propaganda xenofoba e razzista che si è insinuata nella nostra società da più di mezzo secolo, anche grazie all'opera compiuta da pensatori come Oriana Fallaci, incredibilmente e inspiegabilmente glorificata e incensata da qualsivoglia fonte giornalistica e non (talvolta anche dalla sinistra, e questo ci spaventa...).

Ma fermatevi a riflettere anche solo per un istante. Le Crociate, il primo grande scontro tra Islam e Cristianesimo, chi le ha promosse e finanziate? Per questioni di fede o di altra natura? Quando l'Impero Ottomano tra la metà del Quattrocento e la metà del Seicento si è pian piano espanso fino a penetrare nel cuore dell'Europa seminando morte e distruzione e fermandosi solo alle porte di Vienna, ha forse fatto qualcosa di diverso dai Romani circa 1500 anni prima? Avete mai sentito qualcuno coprire di insulti e ignominia la civiltà e la cultura dell'Antica Roma? E, per arrivare più vicini a noi, nel XX secolo, nazioni come Pakistan, Afghanistan e Iran sin dagli anni Ottanta sono stati rispettati in quanto stati sovrani dalle potenze occidentali? Non ci vogliamo poi soffermare sul 11 settembre; crediamo che dopo 15 anni tutti siano in grado di comprendere come sono andate realmente le cose.

Attenzione, non sosteniamo che l'Isis non esista; esiste eccome, ma agisce in nome di cosa? Per conto di chi? Queste sono le vere domande che dobbiamo farci, e allontanarci dalla mentalità manichea e     
colpevolista che sono stati bravi ad inculcarci negli anni. Non esistono buoni o cattivi, ci dispiace per chi vive ancora nella speranza che basti espellere qualche immigrato arabo o afghano o pakistano o marocchino ogni tanto (quando l'opinione pubblica è più attenta, magari proprio dopo un attentato...) per scongiurare il pericolo. Continuate pure a vivere nella vostra bolla di sapone. Qui siamo di fronte a poteri forti che non si fanno problemi a sacrificare inopinatamente persone innocenti che un giorno di fine estate erano andate in ufficio a lavorare, che erano andate una sera a sentire un concerto o al ristorante, che dovevano prendere un aereo, o che una calda sera di mezza estate avevano deciso di concedersi un gelato passeggiando su un lungomare.

Mente libera, occhi aperti
                                           Lo Sciacallo, Marcus L.Mason


venerdì 15 luglio 2016

ALCUNE RIFLESSIONI SULL’ATTENTATO DI NIZZA: PERCHE’ L’ISIS COLPISCE SOLO I CIVILI?


                                                 Fonte foto: Wikipedia

Ieri la Francia ha festeggiato il 227esimo anniversario della presa della Bastiglia: questa vicenda storica è fondamentale per il paese transalpino, visto che diede il via alla Rivoluzione francese. Come ben saprete, però, a Nizza la festa è stata rovinata da un attentato che ha generato circa 84 morti: alle 22:30, proprio nel momento in cui la folla si era radunata per assistere allo spettacolo dei fuochi d’artificio sulla Promenade des Anglais (il viale del lungomare di Nizza), un camion si è lanciato a tutta velocità sul pubblico, compiendo persino manovre a zigzag per garantirsi più vittime possibili. La folle corsa si è conclusa quando i poliziotti sono riusciti ad uccidere il conducente, Mohames Lahouaiej Bouhlel, un tunisino di 31 anni in apparenza affiliato allo Stato islamico dell’ISIS.

Ovviamente si capisce sin da subito che dietro all’attentato c’è dell’altro; i lettori del nostro blog ormai saranno al corrente delle manovre politiche e criminali che si nascondono dietro a qualunque attentato, sia esso di matrice religiosa o politica. Detto questo, però, non possiamo non notare delle stranezze davvero curiose che nessun giornale ha voluto evidenziare: tutti gli attentati compiuti finora hanno avuto come vittime esclusivamente degli ignari cittadini. Il fatto è molto inquietante, perché da quanto emerge, lo Stato islamico sembra prendersela con i civili, ma al contempo lamenta dei continui attacchi operati dalle forze militari associate alla NATO, e delle forze politiche che le manovrano. Finora nessuna sede istituzionale è stata colpita: consolati e caserme non vengo minimamente impensierite, nemmeno di striscio. Negli attentati che hanno sconvolto il Bangladesh (un paese a maggioranza musulmana), si è detto che gli attacchi erano pervenuti in una zona limitrofa all’ambasciata italiana, eppure,  nessuno dei diplomatici è stato colpito.

Precisiamo subito un punto: queste sono solo riflessioni che ci poniamo al termine di un’analisi approssimativa. Il nostro intento non è quello di “gufare” affinché i “terroristi” colpiscano nelle sedi delle ambasciate. Ci limitiamo solo a segnalare questo particolare curioso. Allo stesso modo proviamo a capire, a caldo, le ragioni che hanno condotto a questo attacco. E’ evidente come i francesi negli ultimi mesi siano sotto tiro di qualche cecchino dell’economia: se pensiamo agli scontri tra tifosi che hanno causato dei decessi durante l’europeo di calcio, e li uniamo a questi attentati dell’”ISIS”, ci pare di intuire come il potere stia cercando di mettere “sotto scacco” Hollande e il suo governo. La legge del lavoro ha creato, giustamente, molti malumori tra i proletari francesi che, di comune accordo con i sindacati, si sono riversati nelle piazze a protestare, mentre in alcuni casi si è registrato addirittura un’occupazione delle raffinerie. Come abbiamo già detto prima, al momento risulta difficile comprendere la natura di questi attentati, e solo il tempo potrà rispondere ai nostri quesiti sulla base degli effetti prodotti sul tessuto sociale.

Noi ci chiediamo come possano accadere eventi di questo tipo, per giunta in uno Stato come la Francia, uscita ferita dagli attacchi di novembre e che, per tale motivo, avrebbe dovuto essere in stato di allerta assoluto. Davvero non riusciamo a comprendere le dinamiche: come fa un ragazzo qualunque ad evitare il controllo sulla base di una scusa puerile (avrebbe detto alla polizia che trasportava gelati) in un momento delicato come questo? E perché si è deciso di procedere con una dinamica d’impatto così “banale”, specialmente se si pensa a come hanno operato in altre circostanze? Come vi abbiamo accennato prima, ricordiamo che in Francia è in corso una battaglia vera e propria che vede schierati sindacati e lavoratori da una parte, e il  governo dall’altra. E se questo attentato fosse una manovra politica per spegnere i focolai di protesta e richiamare la popolazione all'unità nazionale in funzione antiterrorista?  Solo il tempo chiarirà i nostri dubbi. O forse no...


Mente libera, occhi aperti
                                                Lo Sciacallo, Marcus L. Mason


martedì 12 luglio 2016

RENZI GAME OVER: INIZIA L'ERA DI MAIO?



                                              Fonte foto: Wikipedia

In questo articolo analizzeremo l’attuale situazione politica italiana e i suoi possibili scenari, ipotizzando un eventuale cambio al timone del governo italiano. Cominciamo col dire che chiunque abbia imparato a conoscere i meccanismi del potere, avrà cominciato a decifrarne i messaggi, i segnali e le mosse politiche che ne determinano il cambiamento nei vertici o nei soggetti politici individuati per governare una nazione. Così come era evidente con molti mesi di anticipo che Matteo Renzi avrebbe assunto la guida dell’Italia, allo stesso modo risulta quantomeno ipotizzabile un’imminente caduta del governo presieduto dall’ex sindaco di Firenze.

Se lo scandalo Boschi aveva destato qualche scossone, oltre che molto clamore a livello mediatico, ora il segnale più evidente del cambiamento è dato dalle sconfitte incassate dal PD nelle recenti elezioni amministrative: Roma e Torino sono in mano ai grillini, mentre a Napoli si è riconfermato De Magistris, acerrimo rivale di Renzi. Ma come se non bastasse, Renzi deve fare i conti con l’ascesa di Luigi Di Maio, ormai di fatto il nuovo leader del movimento di Beppe Grillo e, molto probabilmente, come riferisce il nostro amico Gianfranco Carpeoro, il probabile successore di Renzi. I riflettori sono ormai tutti puntati su di lui, sulle sue amicizie internazionali, con particolare enfasi sulle sue ultimissime esternazioni di condanna del Brexit (ma il partito di Grillo non era favorevole?). La verità è che dietro al Movimento Cinque Stelle c’è la regia neanche troppo occulta degli Stati Uniti, che riservano per l’Italia un futuro da gattopardismo assoluto, e presto comprenderete i motivi di tutto ciò.

Nell’ultima intervista rilasciata ai microfoni della trasmissione “Border Nights” condotta da Fabio Frabetti (e a cui partecipa come ospite fisso un altro nostro amico, Paolo Franceschetti) , l’ex Gran Maestro ha spiegato come in realtà l’esito del Brexit non avrà alcuna ripercussione sull’Unione, anche perché, come vi abbiamo spiegato in un articolo pubblicato a poche ore dal Brexit britannico, il Regno Unito non ha mai fatto realmente parte dell’UE, visto che non si è mai separato dalla Sterlina. Parlando invece dell’Italia, Carpeoro ha giustamente fatto notare come il prossimo premier sia già stato individuato: il nome, come vi abbiamo anticipato, è ovviamente quello di Luigi Di Maio. Sempre secondo quanto affermato dall’ex Gran Maestro, il parlamentare grillino avrebbe intensificato gli incontri col consolato americano, quindi, la sua salita al governo appare ormai imminente, e con ogni robabilità, aggiungiamo noi, avverrà dopo il referendum di ottobre che, sempre a detta nostra, segnerà il fallimento della politica di Renzi (vi ricordate cosa disse qualche tempo fa l’attuale premier proprio a proposito di una eventuale sconfitta nel referendum?). Sostanzialmente il Movimento Cinque Stelle costituisce una  carta di riserva da utilizzare in caso di sconfitta del PD. Carpeoro spiega come questa mossa, ordita dalla massoneria reazionaria americana, serva agli statunitensi per ripagare il loro debito pubblico posseduto dalla Cina.

Ma gli USA si fanno mettere i piedi in testa dai “comunisti” cinesi? Certo che no, anche perché gli USA vogliono riappropriarsi in breve tempo della loro sovranità, e hanno già fatto immobilizzare l’espansione economica della Cina. Ma non solo, perché oltre a questo, vogliono impedire alle nazioni che tengono sotto braccio di potersi liberare dalle loro prigioni. L’Italia chiaramente fa parte della NATO, e non può permettersi di staccarsi dalla sfera di controllo yankees. Ma del resto, sono o non sono gli Stati Uniti d’America? Questa analisi impeccabile fornita da Gianfranco Carpeoro, è l’ennesima riprova di come l’imprevedibilità, la casualità e tutte le altre variabili che vanno poi a definire i nuovi assetti politici di uno Stato siano in realtà studiate a tavolino con largo anticipo, in modo tale da evitare di farsi trovare realmente impreparati. Il possibile avvento di Di Maio non risolverà alcun problema. Di Maio è l’ennesima pedina messa in piedi da un sistema marcio e corrotto che si pone come unico scopo quello di far ingrassare la grande finanza mondiale. Mai e poi mai gli interessi dei cittadini vengono messi al primo posto. Tenetevelo bene a mente.

Mente libera, occhi aperti
                                                Lo Sciacallo, Marcus L. Mason


martedì 5 luglio 2016

BENNY GOODMAN: L'ELVIS PRESLEY DELLO SWING

                                          Fonte foto: Wikipedia

La musica è come sempre uno degli argomenti preferiti da Marcus L. Mason. Nell'ultimo appuntamento vi abbiamo parlato dei SOAD, oggi, invece, vogliamo parlarvi di uno dei più grandi artisti Jazz, in particolare dello Swing, un sottogenere di musica jazz nato negli anni '30 e famoso per il suo ritmo saltellante, che lo ha reso appetibile anche per una platea poco avvezza a questo genere di musica popolare ma allo stesso tempo colta. Quando si parla di swing è impossibile non citare Benjamin David Goodman, meglio noto come "Benny" Goodman. Nato a Chicago il 30 maggio 1909 da una famiglia ebrea di discendenze russe, Goodman si è distinto col suo clarinetto, suonato con una eleganza e una raffinatezza impressionante, diventando ben presto uno dei migliori artisti degli anni '20, in una Chicago che proprio in quegli anni stava diventando la nuova capitale della musica jazz, grazie all'arrivo nel 1922 del trombettista Louis Armstrong, proveniente da New Orleans, patria del jazz.

Goodman ebbe la fortuna di essere indirizzato agli studi musicali proprio dal padre. Studiò con F. Schoepp, un immigrato tedesco che insegnava al Chicago Musical College, dal quale apprese ogni regola musicale, tanto da prendere parte, a soli dodici anni, all'orchestra del teatro della città. Con l'avvento della grande crisi del '29, Goodman decise di tornare a comporre musica da ballo, fondando un'orchestra, e suonando con uno stile jazzistico tipico delle band di Chicago. Proprio in quel periodo fu notato dal batterista Ben Pollack, che lo invitò a unirsi alla sua orchestra. Nel 1932 incise i suoi primi brani, e due anni dopo cominciò a pubblicare dischi con il proprio nome, esibendosi con la propria orchestra formata da tanti grandi nomi del jazz (come i trombettisti Harry James e Joe Triscari), fondando tra l'altro il "Benny Goodman Quartet", dove unì altri grandi professionisti del genere.

Per molti critici musicali Goodman è stato uno degli artisti che ha traghettato la musica jazz dallo stato originale allo swing. Per altri ne è il Re, un po' come lo è Elvis Presley per il Rock 'n roll. Queste sono considerazioni lecite ma discutibili, e su cui vale spendere qualche parola. Nessuno può dire con assoluta certezza chi sia stato il migliore. Possiamo però stabilire con assoluta sicurezza che Benny Goodman non è stato il fondatore dello swing, così come Elvis non ha fondato il rock 'n' roll. Lo swing si è sviluppato soprattutto grazie ai lavori di Count Basie (la cui musica sentì di numerosissime influenze blues) e Duke Ellington (che diede un tocco anche di musica sinfonica), entrambi afroamericani; mentre per il rock, tra i fondatori si possono citare altri musicisti afroamericani come Bo Driddley e Chuck Berry. Come per Elvis, però, anche Goodman contribuì a infrangere le barriere razziali, avvicinando i bianchi alla musica nera. I bianchi, quindi, riuscirono a trovare due artisti da erigere a Re in una musica dominata da neri (lo stesso discorso vale per Eminem nell'Hip Pop).

Questo non significa che i musicisti neri siano sempre superiori ai colleghi bianchi, anche perché con la definizione di Re dello swing non si vuole per forza riferirsi al più grande del genere, anche se spesso passa questo concetto. Poi, come ovvio che sia, i gusti sono gusti, e una persona può preferire Goodman a Basie piuttosto che ad Ellington. In fondo si sta facendo un confronto tra grandi artisti, e se Goodman non lo fosse stato, non avremmo mai perso del tempo prezioso per dedicargli una biografia. Goodman è stato fondamentale per lo sviluppo di questo genere, e i suoi lavori hanno contribuito notevolmente a rinnovare lo swing. Tra i suoi grandi classici possiamo citare una sua versione di Sing Sing Sing. Benny Goodman è morto a New York il 13 giugno del 1986.

E allora godiamoci la sua musica, ascoltandoci un "Best Of" tratto da youtube. Più Goodman e meno Modà. Buon ascolto.


                                        Youtube, Jazz n'Blues Experience

Mente libera, occhi aperti
                                                 Lo Sciacallo, Marcus L. Mason




sabato 2 luglio 2016

LA BIBLIOTECA DELLO SCIACALLO: "LA SCELTA DI SIGMUND" DI CARLO A.MARTIGLI


fonte: qlibri.it

Cari lettori, è arrivato il momento di tornare ad occuparci di libri. Invece del solito romanzo rosa o dei soft-porno che vanno tanto di moda, noi dello Sciacallo vi consigliamo di portare sotto l'ombrellone l'ultima fatica di un autore italiano, magari poco conosciuto alle masse, ma che noi stimiamo moltissimo, Carlo A.Martigli. Il libro è intitolato La scelta di Sigmund.

Carlo A.Martigli ci aveva già stupito, sfornando quelli che possono essere tranquillamente annoverati tra i migliori romanzi storici degli ultimi anni; infatti, la sua trilogia sulle vicende della famiglia de Mola, soprattutto nei primi due capitoli, fu sorprendente. In 999 - L'ultimo custode, l'autore compone un affascinante ritratto di un personaggio estremamente controverso e tuttora discusso, Pico della Mirandola, esponendo la sua versione sul pensiero e sulla filosofia del genio italiano. Interessante è anche la vicenda che si colloca negli anni '30 del Novecento, con gli ultimi eredi dei de Mola occupati a conservare il grande segreto di Pico.
Già da questo romanzo, non abbiamo potuto fare a meno di notare la dimestichezza di Martigli con
un certo tipo di simbologia e riferimenti. Il libraio de Mola era infatti a capo di un'organizzazione segreta di nome Omega che si riuniva nell'accademia dei Georgofili a Firenze...

Nel seguito, intitolato L'eretico, interamente ambientato negli ultimi anni del XV secolo, dopo la morte di Pico, i suoi amici Ferruccio de Mola e Leonora tentano di proseguirne l'opera, scontrandosi con le trame di papa Borgia da Roma e con gli intrighi del figlio di Lorenzo il Magnifico, Giovanni de' Medici, il futuro papa Leone X. Ma arriverà qualcuno dall'Estremo Oriente...

Ci capiterà di fare nuovamente riferimento a questo testo, ma concentriamoci ora sul libro che vogliamo suggerirvi. Questa volta, come in 999, Martigli sceglie come protagonista un personaggio storico di fama mondiale, nientepopodimeno che il fondatore della psicanalisi, Sigmund Freud.
Nel 1903 Freud viene convocato a Roma dal morente papa Leone XIII, che, ammiratore dei suoi studi, decide di affidargli un incarico importante. In Vaticano si è appena consumata una disgrazia: una giovane ragazza e una guardia svizzera sono morti suicidi per essersi lanciati da una balconata del palazzo pontificio. Leone è però insospettito, e ritiene che uno tra i suoi collaboratori più stretti, il cardinal decano Luigi Oreglia di Santo Stefano, il segretario di Stato Mariano Rampolla del Tindaro, o il giovane porporato spagnolo Joaquin de Molina y Ortega, possano essere coinvolti nel fattaccio. Freud deve di fatto "psicanalizzarli" per riuscire a individuare chi ha qualcosa da nascondere. Ma sarà solo questo l'obiettivo del papa...?

Il libro è strutturato come un thriller, e Martigli fa centro, disegnando un Vaticano di cento anni fa che pare davvero un covo di sanguisughe, ognuno pronto a fare lo sgambetto all'altro per salire un gradino in più nella scalata al soglio di Pietro, quasi una sorta di House of Cards vaticana. I personaggi, specialmente gli ecclesiastici di alto livello (realmente esistiti, non sono nomi di fantasia), appaiono viscidi e trafficoni, un po' come forse sono ancora oggi.
Ma, un'altra volta, l'autore ci scombussola inserendo dei piccoli (e neanche troppo) input all'interno dell'intreccio. Da notare che la ragazza che muore nelle prime pagine del romanzo si chiama, ebbene sì, Rosa. Sottolineiamo anche come Martigli riveli senza problemi l'iniziazione massonica di Freud, ribadita in più di un'occasione, ma non solo. Viene esplicitamente affermato che il Segretario di Stato vaticano, Rampolla del Tindaro, fosse un massone. Ricordiamo che la Chiesa Cattolica, fino alla seconda metà del XX secolo, ha sempre avversato apertamente la Massoneria, e di come, lo ripetiamo, il personaggio in questione sia realmente esistito.
E infine, qualcosa di veramente affascinante. In un momento del libro, Leone XIII afferma di aver corrotto uno studioso russo, Nikolaj Notovich, affinché rinunciasse a pubblicare un suo libro, Gli anni perduti di Gesù, incentrato appunto sull'adolescenza e la giovinezza di Cristo, da sempre avvolta nel mistero. Nella parte più affascinante ed emozionante de L'eretico, Martigli racconta proprio quella storia (che non vi riveliamo, leggete il libro!), con una minuziosità allarmante nei dettagli. Non potrebbe forse l'autore toscano aver avuto accesso al testo di Notovich, e averlo poi diffuso tramite il suo romanzo?

Ma stiamo uscendo dal seminato. Vi consigliamo La scelta di Sigmund perché è innanzitutto un bel libro, scritto da un uomo che sa fare questo mestiere. E che se ne intende parecchio di Massoneria e affini...

Mente libera, occhi aperti
                                             Lo Sciacallo, Marcus L.Mason

giovedì 30 giugno 2016

OBAMA STA PER RIVELARE AL MONDO L'ESISTENZA DEGLI ALIENI?


                                                     Fonte foto: Wikipedia
Gli alieni sono entrati di sorpresa nella campagna elettorale statunitense. Il motivo? Ve lo sveliamo subito, vi chiediamo solo un po’ di pazienza. Prima di cominciare con la nostra narrazione, facciamo un passo indietro di sei anni: nel 2010, infatti, a un anno dall’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca, era circolata la notizia secondo la quale il 27 novembre del medesimo anno, il primo presidente afroamericano della storia degli USA avrebbe finalmente tolto il velo sul mistero degli UFO, rivelando ai cittadini americani e non, l’esistenza degli extraterrestri e il loro insediamento sul pianeta Terra.
Ebbene, come avete potuto notare, in quel giorno non successe proprio nulla, tant’è che gli ufologi dovettero nuovamente rimandare il coming out del governo a stelle e strisce a data da stabilirsi. In quel giorno fu disattesa l’aspettativa di migliaia di persone, che perlomeno speravano si concretizzasse il loro sogno, alla luce del fatto che solamente un anno prima anche la Chiesa Cattolica, nella figura del gesuita statunitense Guy Casolmagno (astronomo e direttore della Specola Vaticana dal 2015), si era espressa positivamente in merito alla questione aliena: “gli extraterresti esistono e con loro vige un rapporto di fratellanza”. Parole analoghe erano state pronunciate da Monsignor Corrado Balducci (1923-2008), ex ufologo e demonologo  del Vaticano, che aveva ammesso l’esistenza degli alieni nella Bibbia, citando in particolare il Salmo 23, confermando così le argomentazioni di Zecharia Sitchin (1920-2010) e Mauro Biglino.

Veniamo ora all’attualità. In una intervista rilasciata al quotidiano britannico Mirror, Stephen Bassett, direttore del Paradigm Research Group, ha affermato di essere a conoscenza di un discorso che pronuncerà Obama prima di lasciare la Casa Bianca. In sostanza, secondo Bassett, il 2016 sarà l’anno della rivelazione del mistero UFO. Ricordiamo che anche la candidata del Partito Democratico, Hilary Clinton, ha promesso al suo elettorato che in caso di successo svelerà, qualora fosse necessario, la verità sul fenomeno alieno che dal 1947, data dell’incidente di Roswell, in New Mexico, tormenta la vita di milioni di americani.
Ci siamo. Barack Obama sarà il presidente della rivelazione e vincerà il Nobel per questo motivo. La più grande notizia della storia sta per essere annunciata e sarà in prima pagina su tutti i giornali del mondo”, ha detto il lobbista che da anni combatte contro il governo degli Stati Uniti perché riveli ai cittadini la verità sugli alieni e il loro rapporto con i rappresentanti dei nostri governi che, a quanto pare, conosco molto bene l’argomento. Il Pentagono si è finalmente deciso a raccontare tutta la verità? O si tratta dell’ennesima bufala? Registriamo comunque l’interesse di gran parte della stampa italiana che ha riportato la notizia. Inoltre, da qualche anno diversi governi hanno deciso di desecretare i documenti che attestano il fenomeno UFO e molte trasmissioni televisive (come Focus), sono impegnate nella diffusione di questi argomenti. C’è chi sostiene, a ragione o a torto, che questo processo che è in atto negli ultimi tempi serva a farci “familiarizzare” col tema, in modo tale da non rendere troppo traumatica la rivelazione.

Che dire, non possiamo sapere se si tratta dell’ennesima presa in giro oppure no. Ciononostante crediamo che sia giunto il momento di raccontare come stanno effettivamente le cose, visto che oramai i cittadini di tutto il mondo sono in grado di informarsi con l'ausilio di internet, e se anche la Chiesa sta cominciando ad aprirsi sugli alieni, beh, allora è davvero questione di tempo. Del resto Tritemio lo aveva detto che questa sarebbe stata l'epoca in cui le religioni avrebbero trovato la loro morte, almeno per come le abbiamo intese fino ad oggi, e anche i Maya erano dello stesso avviso, pronosticando per l’umanità un cambiamento radicale, proprio a partire dal 21 dicembre 2012. Sono solo coincidenze?

Mente libera, occhi aperti
                                                     Lo Sciacallo, Marcus L. Mason

sabato 25 giugno 2016

LA NOSTRA RIFLESSIONE SULL'ESITO DEL BREXIT: COME STANNO DAVVERO LE COSE?


                                            Fonte immagine: www.publicdomainpictures.net

Il Regno Unito è fuori dall’UE. Gli europeisti sono nel panico, non sanno capacitarsi di questa scelta del popolo britannico, mentre i nazionalisti e gli euroscettici esultano, auspicandosi una diaspora generale in grado di far collassare l’intero impianto geopolitico costruito finora. Un sistema evidentemente non condiviso dalla maggior parte dei cittadini europei, delusi e amareggiati per la deriva economica e politica a cui si è giunti, con interi paesi in mano alle banche, e con la conseguente crescita del debito pubblico. Un debito pubblico destinato ad accrescere sempre di più, dato che il potere di stampare moneta è prerogativa esclusiva delle banche: le nostre monete, infatti, non hanno alcun valore, visto che con gli accordi di Bretton Woods l’elité “illuminata” ha deciso di svincolare la moneta dal suo valore aureo, creando, di fatto, quello che è oggi viene definito come “signoraggio bancario”,  e di cui purtroppo non si fa minimamente accenno nelle trasmissioni politiche, se non in modo approssimativo e con spiegazioni incomprensibili per un pubblico poco avvezzo a discussioni di stampo economico.

Tornando all’esito del referendum, David Cameron ha deciso di dimettersi dal suo incarico, vista la presa di posizione dei  suoi cittadini. Analizzando i dati, però, notiamo delle faglie piuttosto evidenti: se da una parte il tandem Inghilterra-Galles ha sbeffeggiato i tecnocrati europei, dall’altra vediamo la Scozia e l’Irlanda del Nord inferocite contro i cugini del Regno. Gli scozzesi  nutrono da sempre dei sentimenti di insofferenza nei confronti dei dirimpettai inglesi, e minacciano l’indizione di un nuovo referendum per l’uscita dal Regno Unito. I risultati emersi da questo referendum, che ricordiamo essere consultivo, ci forniscono diversi spunti di riflessione: prima di tutto perché i giovani hanno votato per il Remain, probabilmente perché l’Europa, nonostante gioie e dolori, soprattutto dolori, garantiva loro interscambi culturali; la spaccatura è ancora più evidente se si va ad analizzare il contesto sociale: i voti favorevoli al Brexit sono arrivati dal resto del paese, mentre la metropoli londinese ha votato in massa contro l’uscita dall’UE. Quindi, possiamo affermare da questa analisi, che la fascia più anziana del Regno Unito ha deciso il futuro dei giovani britannici. Tra l'altro, sempre statistiche alla mano, possiamo notare un lieve margine di vantaggio degli euroscettici. Un po' poco per cantare vittoria. Chi beneficia del Brexit è soprattutto la Francia, con Parigi che si appresta a raccogliere lo scettro di Londra per insidiare il primato di Berlino: Hollande, come era lecito prevedere, ha chiesto alla Merkel di accelerare i tempi di uscita dall'unione del Regno Unito.

Poi c’è da fare un’altra considerazione: la Gran Bretagna, diversamente dagli altri stati, ha sempre mantenuto un piede in due scarpe, visto che aveva accettato di far parte dell’unione pur conservando la sterlina. Inoltre, come ci ha spiegato saggiamente Paolo Franceschetti nell’ultima intervista che ci ha rilasciato, la Bank of England detiene una grande percentuale della BCE (precisamente il 14,5%), più della Banca d’Italia (12,5) e dietro solo alla Deutsche Bundesbank (18,9). Questa è una curiosa anomalia, dato che la Gran Bretagna dispone di una moneta diversa dalla nostra, il che dovrebbe far trasalire chiunque, ma evidentemente ciò non desta clamore da parte dei media (specialmente se poi questi partecipano alle riunioni del Bilderberg, per di più senza riferire nulla ai cittadini, come nel caso della conduttrice di Otto e Mezzo).

Gli euroscettici sono pronti a stappare lo champagne e minacciano di seguire la strada indicata dalla Gran Bretagna, ma il rischio è enorme. L’Europa non funziona: l’allargamento a macchia di leopardo, unito alla globalizzazione e all’aggravamento della crisi economica, hanno fatto sì che l’Europa si trasformasse in un tiranno spietato, andando così ad alimentare, giustamente, sentimenti antieuropei. Tuttavia, riteniamo del tutto inutile e rischiosa l’uscita in blocco dall’Unione Europea, specie per un paese come l’Italia: meglio percorrere un altro cammino, ossia, quello di rimanere nell’unione, ma cambiando le regole che la governano ed eliminando il predominio di Francia e Germania, per realizzare un Europa davvero solidale, in grado di garantire i diritti di tutti i cittadini e la pace. Purtroppo per realizzare questo sogno servirebbe un politico davvero degno di tale nome, che si impegnasse per salvaguardare i diritti dei cittadini, e nel panorama europeo, almeno fino adesso, non ne vediamo traccia. In conclusione, possiamo asserire che questo referendum serve a destabilizzare l'assetto politico europeo, e che il suo esito sia stato espressamente voluto dai poteri forti. Adesso anche Grillo è passato a posizioni europeiste, a dimostrazione del fatto che anche il Movimento Cinque Stelle mira a comandare, esattamente come gli altri partiti che tanto criticava. Questa situazione non farà altro che produrre un sostanziale aumento dei biechi e perversi nazionalismi alla Marine Le Pen, creando così le basi per un ritorno al passato. E chi conosce la storia sa bene a cosa ci riferiamo…
Mente libera, occhi aperti
                                             Lo Sciacallo, Marcus L. Mason

martedì 21 giugno 2016

LO SCIACALLO INTERVISTA PAOLO FRANCESCHETTI: “PASOLINI E’ STATO UCCISO PERCHE’ STAVA RIVELANDO UN SEGRETO IMPORTANTE, E LA STESSA FINE HA FATTO RINO GAETANO. E PER QUANTO RIGUARDA LE GUERRE E LA CRISI ECONOMICA…”


                                          Fonte foto: paolofranceschetti.blogspot.it

Come vi avevamo promesso, ecco la seconda parte dell'intervista a Paolo Franceschetti, avvocato, blogger, e tra i massimi esperti di delitti rituali, di Rosa Rossa, di Massoneria ed Esoterismo.

Parlando di atrocità commesse ai danni dei bambini, abbiamo diverse opere sia letterarie che cinematografiche che ci raccontano queste realtà, come ”It”di Stephen King o “Le 120 giornate di Sodoma” del Marchese De Sade. Proprio da questo testo Pier Paolo Pasolini trasse un film che all’epoca destò scandalo, forse determinandone la fine violenta. In merito a questo delitto, qual è la tua posizione?


“Sicuramente Pasolini era un personaggio scomodo, poiché conosceva il mondo dei poteri occulti. Cercò di divulgare al pubblico queste realtà attraverso la pellicola “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, in cui l’apparente perversione e violenza servono a costruire un vero film di denuncia. Inoltre sempre in quel periodo si stava dedicando alla stesura di “Petrolio”, un romanzo dove denunciava la morte del presidente nonché fondatore dell’Eni, Enrico Mattei. Egli morì in un incidente aereo, ma parve chiaro a tutti che ci fosse dietro di più. L’obiettivo era quello di far decadere dalla carica Mattei, per mettere al suo posto Eugenio Cefis (appartenente alla loggia massonica P2, ndr).


 Già le modalità dell’omicidio Pasolini sono sospette, a partire dal presunto assassino, Pino Pelosi,  un ragazzino per di più di corporatura esile. Difficilmente quindi sarebbe stato in grado da solo di uccidere Pasolini con quelle barbare modalità.  In più c’è da dire che negli ultimi anni Pelosi ha cominciato a raccontare la sua versione, asserendo come non fosse possibile all’epoca per lui esporre la realtà dei fatti; oggi è più libero in quanto i veri mandanti del delitto sono ormai deceduti. Le indagini furono condotte in modo piuttosto approssimativo perché occorreva coprire i reali autori dell’omicidio. Concentriamoci poi sull’aspetto esoterico: il delitto avviene ad Ostia, e pare subito evidente il contrappasso dantesco; infatti ci troviamo nei pressi dell’Idroscalo del Lido di Ostia (un tempo impianto per ammaraggio ed il decollo di idrovolanti ed aerei anfibi, ndr), e ricordiamo che Mattei morì in un incidente aereo. Inoltre, come in altri omicidi, ricorre tutta una simbologia: Ostia rappresenta il corpo di Cristo e, inoltre, è il simbolo principale dei Rosacroce, e la Rosa Rossa rappresenta Cristo al centro della Croce. Dunque ci troviamo di fronte a un personaggio davvero scomodo; ricordiamo il suo famoso pezzo “Io so”, perché in effetti era uno che sapeva ma in quel periodo non c’era spazio per dedicarsi a certe tematiche”.


Lo stesso discorso vale per Rino Gaetano. Il cantautore crotonese raccontava al pubblico che i suo testi sarebbero stati compresi in futuro. Lui lanciava diversi messaggi nelle sue canzoni: in Rosita ad esempio sembra descrivere le modalità di accalappiamento del sistema. E’ possibile che ne abbia fatto parte per poi svincolarsi da esso una volta resosi conto del suo lato oscuro?


“Certo, oggi non vengono capite, magari tra vent’anni molte persone afferreranno il significato delle sue canzoni e perché nominava determinate persone nei testi. E’ possibile che sia entrato in contatto con il sistema, oppure conosceva qualcuno che gli passava dell’informazioni, perché era a conoscenza di troppe cose per essere semplicemente un iniziato alla Massoneria. Entrare in Massoneria non significa comprendere tutto, c’è un percorso da fare, e più cresci individualmente più ti elevi. Lui era troppo giovane per arrivare a capire certe dinamiche, quindi era più probabile che ci fosse qualcuno che lo informava. La Massoneria cerca di abbindolare le persone; ci hanno provato anche con me, esponendomi i pregi di questa organizzazione, garantendomi una formazione avanzata, visto che la Massoneria è un serbatoio di conoscenza, oltre che una protezione. Ciononostante ho avuto modo di verificare che tutto l’altruismo che mi promettevano non aveva alcun fondamento nella realtà, perciò decisi a istinto di declinare l’invito”.


Proprio a proposito di Massoneria, parlando con Gianfranco Carpeoro abbiamo potuto percepire come la Massoneria di un tempo fosse sorretta da ideali nobili, a differenza di quella moderna, completamente corrotta. Sei d’accordo?


“Il problema, secondo me, è che qualunque istituzione quando diventa troppo potente si corrompe. Questo vale anche per i blogger, nel senso che chiunque può essere animato a fare informazione. Ma nel momento in cui riscuote successo, è costretto ad assumere sempre più collaboratori, ed è chiaro che si finisce per perdere il controllo della struttura. Questo è quello che è successo alla Massoneria, ma non solo: anche per il Cristianesimo vale lo stesso discorso, come per le religioni in generale. Bisogna ricordare ai fondamentalisti che Maometto apprezzava il messaggio originale di Gesù Cristo, e più volte si è ispirato a lui”.


Parlando di Maometto e di Islam, credi che questa campagna diffamatoria nei confronti del credo musulmano sia architettata ad arte, con l’obiettivo di diffondere sempre di più l’odio fra le genti?


“Sicuramente soffiano sul fuoco e lo fanno in malafede. Chi ha il potere ha tutto l’interesse, per mantenerlo, a fomentare questi sentimenti astiosi. Infatti, per controllare le masse un buon metodo è quello di far sfogare i loro istinti nell’odio reciproco, cosicché chi è al di sopra, super partes, avrà più facilità nel tenerli a bada. Al contrario, un benessere e una felicità troppo diffusi giocherebbero decisamente a sfavore di alcuni regimi tirannici che così non prospererebbero”.


Secondo te i conflitti sono generati da motivazioni strettamente terrene quali il petrolio oppure bisogna andare a ricercare le vere ragioni in una sorta di spiritualità deviata?


“Il petrolio è una scusa, in realtà ce n’è in abbondanza. Quando siamo andati in Iraq ci hanno raccontato che la motivazione era acquisire il controllo sui giacimenti, ma in realtà le famose “sette sorelle” già detenevano questo potere. Le ragioni sono di varia natura: economiche, socio-politiche e financo esoteriche, la  meno comprensibile alle masse. In realtà basterebbe capire solamente la natura socio-politica di bisogno di controllo sulle persone di cui parlavamo anche prima”.


Anche la crisi economica è stata indotta da questi personaggi?


“Sicuramente. Va detto che la storia è regolata da cicli: ora siamo nella fase di crisi, poi ci sarà la ricostruzione, perché anche in questo modo si ottiene il consenso delle masse, tutti pronti a rimboccarsi le maniche dopo i disastri che hanno provocato il disfacimento della società”.


Riguardo il Referendum avanzato dal governo Renzi, notiamo delle somiglianze con quanto proposto in passato dal governo Berlusconi per quanto concerne l’abolizione del Senato. Lo stesso progetto immaginato dagli esponenti della P2…


“Sì. Il provvedimento si pone l’obiettivo di ridurre i tempi legislativi, e quindi in sé sarebbe anche positivo. Il problema sono le persone: se uno è corrotto, anche se la legge è buona continuerà ad essere corrotto, e si entra così in un circolo vizioso. La vera rivoluzione dovrebbe partire dalla mentalità. In Italia c’è una corruzione conclamata e, inoltre, abbiamo una Costituzione piena di difetti. Ridurre drasticamente il numero di parlamentari significherebbe facilitare il controllo su di essi”.


Cosa ne pensi del Brexit? E’ vero che il Regno Unito detiene una percentuale della BCE?


“Il Regno Unito ha sempre mantenuto un certo distacco dall’UE, conservando la Sterlina e rifiutando l’Euro. Non riesco a comprende l’esigenza che sta dietro a questa iniziativa. Riguardo la seconda domanda posso dire che la Gran Bretagna controlla il 17% della BCE. Certo, è curioso che i media non si interessino di divulgare una notizia di questa portata”.


Parliamo un po’ dei tuoi progetti futuri. Sappiamo che sei impegnato nella ricerca di cure alternative alla chemioterapia e nello studio delle religioni. Cosa puoi dirci a riguardo?


“Sono a metà della stesura di un libro sulle malattie sui tumori, in modo tale che il malato abbia una panoramica completa delle cure esistenti. Questo non è il mio campo, me ne sto occupando perché la mia ex compagna è morta di tumore. In futuro continuerò ad occuparmi di religioni, spiritualità ed esoterismo. Ho pubblicato un libro sulle religioni concentrandomi non sulle differenze, bensì sugli aspetti in comune tra di loro, come il fatto che l’amore sia la chiave che unisce qualsiasi ricerca spirituale effettuata dall’uomo nella storia. Ho inoltre avviato con una casa editrice un progetto riguardante un libro su Dante Alighieri, che molto probabilmente è stato l’ultimo capo segreto dei Templari dopo la morte di Jacques B. De Molay ”.


Fonte foto: paolofranceschetti.blogspot.it

Secondo Gianfranco Carpeoro i Rosacroce “bianchi” sarebbero ormai non più operativi. Sei d’accordo con lui o ritieni invece che agiscano tutt’oggi nell’ombra?


“Partendo dal presupposto che il sapere rosacrociano non è andato disperso e che la Divina Commedia è un’opera rosacrociana esoterica, ci sono altre opere importanti scritte da appartenenti all'organizzazione valide ancora oggi. Penso ad esempio ai libri di Paramahansa Yogananda, che sono ancora in commercio. I Rosacroce, se non ricordo male, appaiono e scompaiono nella storia dell’umanità a cicli di 108 anni, quindi è fisiologico che ai giorni nostri siano scomparsi ufficialmente, così come è probabile che in futuro si palesino nuovamente”.


A proposito di Rosacroce, è nota la leggenda secondo la quale tutti i membri conoscessero con largo anticipo la data della propria morte. Che Guevara, nella lettera scritta ai figli nel caso venisse ucciso, sembra rientrare in questa casistica. Secondo i tuoi studi e le tue ricerche, ritieni che anche il rivoluzionario argentino fosse un iniziato?


“Per alcuni aspetti sì, ma è altrettanto vero che un Rosacroce vero non ricorrerebbe all'omicidio per nessun motivo. Lui invece era un combattente, seppur per motivi nobili, ma ritengo che un vero iniziato ai Rosacroce non impugnerebbe mai un’arma se non per legittima difesa. Poi dipende anche dal periodo storico: ai tempi dei Templari, per esempio, era un po’ difficile essere un Rosacroce e allo stesso tempo non prendere mai in mano una spada. Rudolf Steiner, Rosacroce, diceva che un Rosacroce non faceva del male né volontariamente né involontariamente. Riguardo alla previsione della propria morte bisogna sapere che i veri esperti di Esoterismo sanno calcolare la data della propria morte. Per determinarla basta guardare il proprio quadro astrologico”.


Ringraziamo Paolo Franceschetti per la sua disponibilità e gentilezza, augurandoci di risentirci al più presto per approfondire tanti altri argomenti. Infine, invitiamo tutti i nostri lettori a visitare il suo blog (http://paolofranceschetti.blogspot.it/) e a leggere i suoi libri.

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