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sabato 2 aprile 2016

GIAN MARIA VOLONTE': IL PIU' GRANDE ATTORE MAI ESISTITO TRA TEATRO, CINEMA E MILITANZA POLITICA


Gian Maria Volonté
fonte: www.articolo21.org

Questo weekend abbiamo deciso di dedicare la nostra settimanale biografia ad un personaggio diverso dal solito: niente scienziati, scrittori o misteriosi individui. Ci occuperemo di qualcuno che tutti noi conosciamo, un uomo a tutto tondo, che ha trascorso la sua vita perennemente impegnato nel sociale e nell'arte in cui eccelleva: la recitazione, spesso utilizzata proprio strumento di denuncia e forte critica alla società: stiamo parlando del grande Gian Maria Volonté, a cui vogliamo fare questo piccolo omaggio.

Volonté passò tutta la sua infanzia nella città di Torino, anche se era nato a Milano il 9 aprile del 1933. La madre Carolina era di buona famiglia piccolo-borghese, il padre Mario era un militante del Partito Fascista. La caduta della dittatura di Mussolini causò diversi problemi alla famiglia Volonté, con il padre Mario che si ritrovò arrestato dai partigiani durante il periodo delle ritorsioni. Lo stesso giovane Gian Maria, a causa delle ristrettezze economiche della madre, all'età di soli 14 anni finì a lavorare in Francia come raccoglitore di mele per due anni. Qui però venne in contatto con le opere della letteratura transalpina di quel momento storico, in particolare si appassionò a scrittori come Jean-Paul Sartre e Albert Camus.
La recitazione venne di conseguenza: a 16 anni entrò per la prima volta a far parte di una piccola compagnia teatrale itinerante, I carri di Tespi. In seguito si iscrisse all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Roma dove si distinse sin da subito per il suo enorme talento che gli permise di partecipare ai suoi primi sceneggiati televisivi nel 1957: La Foresta Pietrificata e Fedra. Lavorò al Teatro Stabile di Trieste, in diverse pièces: L'idiota, Romeo e Giulietta, La buona moglie e Sacco e Vanzetti (Volonté avrebbe preso parte anche a un film incentrato sui due anarchici italiani, nel 1971).

La chiamata del cinema con un ruolo da protagonista arrivò nel 1962, sotto la direzione dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani nel film Un uomo da bruciare, dove Volonté dimostrò già tutto il suo interesse per i temi di rilevanza sociale, interpretando il sindacalista Salvatore Carnevale, che si era battuto strenuamente per i diritti dei braccianti agricoli, e che per questo era stato ucciso.


in Per qualche dollaro in più (1965)
fonte: film.it

Nel 1964, arrivò la svolta: Sergio Leone chiese espressamente Volonté per affiancarlo al giovane Clint Eastwood nel suo Per un pugno di dollari, remake del giapponese La sfida del samurai, diretto da Akira Kurosawa. Il film di Leone è universalmente riconosciuto come il principale caposaldo del cosiddetto "spaghetti-western", col quale riscrisse le regole del genere, distanziandosi notevolmente dai classici di John Ford o Howard Hawks. Il film fu un grande successo e la coppia Leone-Volonté si riconfermò l'anno seguente con Per qualche dollaro in più, in cui Volonté sfoggiò uno dei suoi personaggi-icona: l'istrionico fuorilegge El Indio.
Nella seconda metà degli anni '60 Volonté alternò alcune pellicole "impegnate" ad altre incursioni nel western: inaugurò il poi prolifico sodalizio col regista Elio Petri con A ciascuno il suo, mafia-movie tratto da un romanzo di Leonardo Sciascia, e recitò accanto all'emergente Lou Castel nello splendido Quién sabe? di Damiano Damiani, ambientato durante la rivoluzione messicana e con chiare allusioni politiche sinistrorse.


In Indagine su un cittadino...(1970)
fonte: wikipedia.it

Volonté infatti, parallelamente alla carriera di attore, portò sempre avanti la sua militanza politica nel Partito Comunista Italiano, ponendosi in prima linea in tantissime manifestazioni per i diritti dei lavoratori. Come già accennato, utilizzò più di una volta la sua arte per lanciare messaggi politici ben precisi, e prendiamo ad esempio i due film forse più famosi e importanti della sua carriera, realizzati rispettivamente nel 1970 e 1971, entrambi sotto la regia del già citato Elio Petri: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, la storia del capo della sezione Omicidi della Polizia che uccide la sua amante ma resta impunito anche quando vorrebbe invece confessare la sua colpa. Il sistema è fatto per proteggerlo e così deve andare. Il film vinse anche l'Oscar per il Miglior Film Straniero.
La seconda pellicola è La classe operaia va in paradiso, con Volonté nei panni di Lulù Massa, un operaio stacanovista che si lascia sfruttare fino a quando perde un dito in un incidente sul lavoro. A quel punto viene scaricato dalla fabbrica e inizia una furiosa lotta per i suoi diritti e per quelli di tutti i suoi compagni. Due film imprescindibili per qualunque amante del cinema.

Oltre a quella con Petri, Volonté inaugurò nei primi anni Settanta un'importante collaborazione anche con un altro regista che era solito occuparsi di cinema civile e di denuncia: Francesco Rosi. Fu sotto l'egida di Rosi che Volonté fornì le migliori prove di mimetismo, impersonando magnificamente nei due film-inchiesta (quasi dei finti documentari) del '72 e '73 due uomini molto discussi; prima il fondatore dell'ENI Enrico Mattei, ne Il caso Mattei, dove fu elaborata la teoria inerente a probabili interessi delle potenze petrolifere straniere nell'eliminare Mattei; e poi il gangster Lucky Luciano (anche titolo del film), a capo della malavita italo-americana per più di trent'anni.


In La classe operaia va in paradiso (1971)
fonte: claudiocolombo.net

Segnaliamo almeno altri tre lavori di Volonté degli anni '70 che riteniamo di una certa valenza.
Abbiamo Sbatti il mostro in prima pagina (1972) di Marco Bellocchio, sul rapporto corrotto tra stampa e potere, Todo Modo (1976) ancora di Elio Petri e ancora tratto da Sciascia sui poteri oscuri all'interno della Democrazia Cristiana, e Io ho paura (1977) di Damiano Damiani, a cui abbiamo già dedicato un intero articolo (http://sciacallo2.blogspot.it/2016_02_10_archive.html).
Sottolineiamo anche che durante gli anni '70 Volonté rifiutò di partecipare a kolossal come Il Padrino o Novecento per dedicarsi a progetti che sentiva più vicini e personali.

Purtroppo il cinema che Volonté amava fare, con l'avvento degli anni '80, scomparì poco a poco e le apparizioni sul grande schermo di questo grande attore si fecero sempre più rare. Tra i suoi ultimi lavori vale la pena di ricordare Il caso Moro (1986) di Giuseppe Ferrara, cronaca del rapimento del leader della DC, che si segnala per l'ennesima grande prova mimetica di Volonté, e Una storia semplice (1991) di Emidio Greco, altra trasposizione di un lavoro di Leonardo Sciascia.
Sul versante politico della sua vita, ricordiamo come nelle elezioni politiche del '92 per poco non fu eletto con il Partito Democratico della Sinistra nella circoscrizione di Roma, città dove viveva e dove, dopo la sua morte, gli venne dedicata una via.

Volonté morì in scena per un attacco cardiaco il 6 dicembre 1994, durante le riprese de Lo sguardo di Ulisse, del regista greco Theo Angelopoulos. Il film fu poi dedicato proprio a Gian Maria Volonté, che ha lasciato senza ombra di dubbio un'impronta indelebile in un mondo, quello del cinema, spesso dominato dal business e dagli interessi economici. Quando c'era Volonté in scena, era invece dominato dal talento, quello vero.

Mente libera, occhi aperti
                                           Lo Sciacallo, Marcus L.Mason


giovedì 31 marzo 2016

QUANDO LA MUSICA E' ARTE: SUPERSTITION, STEVIE WONDER CONTRO LE SUPERSTIZIONI

                                             Fonte foto: Wikipedia

Cari amici e lettori de Lo Sciacallo, anche quest'oggi si torna a parlare di musica. La volta scorsa vi abbiamo parlato di Animals, un album dei Pink Floyd datato 1977. Oggi, invece, vi proponiamo una canzone di Stevie Wonder, "Superstition", tratta dall'album Talking Book, pubblicato dalla Motown nel 1972, Il disco vede Wonder alle prese con sonorità più personali, in netto contrasto rispetto ai lavori precedenti, più mainstream. Tanti sono gli ospiti speciali presenti all'interno del disco: Jeff Beck, Ray Parker Jr e Buzz Feiten alle chitarre e David Sambom al sassofono.

Prima di presentarvi la canzone, come di consueto, una breve biografia dell'artista. Stevie Wonder, al secolo Steveland Hardaway Judkins, nasce a Saginaw, nel Michigan, il 13 maggio del 1950. Cieco dalla nascita, l'artista americano è considerato uno dei maggiori interpreti della black music, in particolare del Soul e dell'R&B, oltre che dello Smooth Soul, sottogenere della musica soul caratterizzato dall'influenza del Funk. Come tanti grandi artisti del suo tempo, Stevie Wonder è un polistrumentista: è capace infatti di suonare, oltre al pianoforte e all'armonica da bocca, anche il basso, le tastiere, la batteria e altri strumenti a percussione.

Ma la grandezza di Wonder è tale da renderlo affascinante anche al di fuori dei confini della musica nera, divenendo fonte di ispirazione anche per molti artisti rock (così come è stato per l'artista funk James Brown). Ed è proprio con la pubblicazione di Takling Book che Wonder amplia il suo pubblico fino raggiungere i palati forti tipici degli amanti del Rock 'n' Roll. Tra i suoi marchi distintivi, si possono citare l'uso dei bassi sinth, dl clavinet, e la sovraincisione delle sue stesse voci atte a creare un effetto multiplo di voci soliste.

SUPERSTITION: in origine il brano era stato inciso per Jeff Beck, ma l'insistenza del suo manager gli fece cambiare idea, e all'ex chitarrista degl Yardbirds, che all'epoca aveva fondato il suo gruppo "Jeff Beck Group" gli venne offerto Cause We've Ended As Lovers. Celebre l'attacco di batteria che dà inizio al brano: questa fu suonata dallo stesso Wonder, mentre il sassofono da Trevor Laurence. Gli altri suoni furono creati da Malcolm Cecil e Robert Margouleff tramite l'ausilio dei sintetizzatori. La canzone fu utilizzata da diversi registi come colonna sonora per i loro film: tra questi, John Carpenter, che utilizzò il brano per "La Cosa".

Nel testo vengono citate diverse superstizioni e il consiglio che dà Wonder è chiaro: "Quando credi in cose che non capisci allora soffri. La superstizione non è la soluzione". Un messaggio che lo Sciacallo sottoscrive in pieno, perché l'ignoranza, purtroppo, è un terreno fertile per certi tipi di condizionamenti. State in guardia da questo tipo di fenomeni: i miracoli, la sfortuna e la fortuna sono gli strumenti magici che il potere (Chiesa Cattolica compresa), usa contro di noi. Restiamo vigili. Di seguito trovate un video con la canzone e la sua traduzione.

 
                                            Youtube, SongsTranslation

Mente libera, occhi aperti
                                          Lo Sciacallo, Marcus L. Mason

mercoledì 30 marzo 2016

IL DOGMA DELLA VERGINITA'? LA SPIEGAZIONE E' TUTTA TERRENA


L'Annunciazione di Sandro Botticelli
fonte: wikipedia.it

Uno dei primi condizionamenti psicologici che vengono imposti al neofita della religione cattolica riguarda la nascita di Gesù il Cristo. Quello che ci viene comunemente insegnato è che egli sia stato generato diversamente da ogni altro essere umano. In parole povere, Maria, sua madre, lo ha concepito da vergine, ovvero senza aver intrattenuto rapporto carnale alcuno con il suo sposo, il futuro San Giuseppe.

Dispiace sinceramente dover affermare che le fonti storiche raccontano un andamento dei fatti completamente diverso.
Occorre innanzitutto ricordare a chi legge che Giuseppe, e di conseguenza, Gesù, erano di stirpe reale. Appartenenti alla casa di Giuda, erano i diretti eredi di Davide, come gli stessi Vangeli sottolineano in varie occasioni, riferendosi a Gesù come al "Figlio di Davide". Inoltre, la parola Cristo significava letteralmente il re (direttamente, dal greco christòs) e l'appellativo esatto era Gesù "IL" Cristo, Gesù il Re. L'eliminazione dell'articolo ha poi erroneamente fatto pensare ad un regno celeste immaginario, che non è mai passato nemmeno per l'anticamera del cervello del personaggio in questione. Il regno era quello d'Israele, decisamente terreno.

Torniamo alla questione della presunta verginità.
La prima cosa da mettere in chiaro è che Giuseppe e Maria facevano parte della comunità essena di Qumran, all'interno della quale vigevano regole ben precise per quanto riguardava le unioni matrimoniali dinastiche. I Vangeli di Matteo e Luca confermano che Maria fu "data in sposa a Giuseppe" e si riferiscono sempre a lei come sua moglie. I due concetti di sposa e vergine cozzano decisamente tra di loro. Un chiarimento è da ricercare nell'originale ebraico: la parola che viene tradotta con 'vergine' è almah, che aveva però il semplice significato di "giovane donna" senza alcuna allusione alla sua condizione sessuale. La stessa traduzione latina non è corretta, perché la parola virgo vuol dire semplicemente nubile, non sposata. Anche qui niente a che vedere col sesso.

Maria, ad un certo momento, rimase incinta, e questo fu un imbarazzo per Giuseppe. La ragazza era infatti in una sorta di periodo di prova come sposa di un appartenente alla casa reale, durante il quale l'unione sessuale era bandita. Era quindi necessario che le alte sfere sacerdotali dessero la loro approvazione alla gravidanza. E qui è fondamentale un'ennesima, ma piccola, digressione.
All'epoca le tre più importanti dinastie sacerdotali prendevano il nome dai sacerdoti viventi ai tempi di Re Davide: la dinastia sadochita, da Sadoc, la dinastia Abiatar, e la dinastia levita, da Levi. Ma il bello arriva ora: oltre al titolo sacerdotale, gli esseni tramandavano i nomi degli Arcangeli dell'Antico Testamento, da affiancare all'appellativo religioso. Quindi il Sadoc, il più alto in grado, era l'Arcangelo Michele, l'Abiatar era chiamato Arcangelo Gabriele, e il Levi era l'Arcangelo Raffaele.
Ed ecco la rivelazione riguardo al celeberrimo episodio dell'Annunciazione. Fu l'Abiatar, ovvero l'Arcangelo Gabriele, che si recò da Maria per comunicarle che la sua gravidanza era stata accettata. Ne deduciamo quindi che Maria, al momento della cosiddetta Annunciazione, era già incinta.

Le regole prestabilite della comunità imponevano una vita matrimoniale essenzialmente casta, salvo per la procreazione che doveva avvenire in precisi periodi. Tre mesi dopo il "fidanzamento ufficiale" avveniva quello che veniva chiamato Primo Matrimonio, con l'inizio degli sponsali fissati per il mese di settembre. I rapporti intimi erano permessi tuttavia solamente nella prima metà di dicembre, affinché la nascita avvenisse in settembre, il mese della cerimonia dell'Espiazione. Se la sposa non rimaneva gravida, si sarebbe dovuto attendere fino al dicembre successivo.
Se al contrario, il tentativo di concepimento aveva successo, si passava ad un'ulteriore cerimonia, il Secondo Matrimonio, che sanciva definitivamente l'unione. Non poteva però avvenire prima del terzo mese di gravidanza, quindi erano solitamente ubicati in marzo. Fino a quel momento, la donna era ancora considerata una almah, cioè, secondo l'interpretazione cattolica, vergine. Solo dopo, avrebbe cominciato a chiamarsi madre.

E' evidente quindi che Giuseppe e Maria infransero le regole. Secondo diverse datazioni, tra cui quella dello studioso scozzese Laurence Gardner, Gesù nacque il 1 marzo del 7 A.C. Il concepimento è dunque riconducibile al giugno del 8 A.C., addirittura prima del Primo Matrimonio, ancora durante il periodo di fidanzamento.
Il gioco è fatto: Maria concepì e partorì come almah. Ora si può proprio dirlo forte. Gesù il Cristo fu concepito e partorito da una "vergine".

Mente libera, occhi aperti
                                           Lo Sciacallo, Marcus L.Mason



martedì 29 marzo 2016

LA COMUNITA' SCIENTIFICA COSTRINGE DE NIRO A RITIRARE IL FILM CHE DENUNCIA LA CORRELAZIONE TRA I VACCINI E L'AUTISMO



                                             Fonte foto: Wikipedia

È passata un po' sotto traccia, sia per le festività pasquali in corso che tenevano occupate la menti delle persone (le feste sono anch'esse uno strumento di controllo e di distrazione delle masse), sia per l'argomento che costituisce un autentico tabù per la comunità scientifica, ovvero, la notizia della mancata proiezione del film "Vaxxed: from Cover-Up to Catastrophe" (Vaccinati: dall'insabbamento alla catastrofe) di Andrew Wakefield, il medico "scomunicato" dalla medicina ufficiale per aver accusato le autorità statunitensi di aver nascosto i dati emersi da uno studio che indicherebbe una correlazione tra le vaccinazioni e l'aumento dei disturbi neuro-psichiatrici come l'autismo.

In seguito a numerose polemiche fioccate da ogni dove, Robert De Niro ha deciso di fare marcia indietro e di non presentare il film al suo Tribeca Film Festival. L'attore americano ha un figlio affetto da autismo, e per tale motivo aveva deciso di presentare il film:

"Crediamo che sia fondamentale che i fatti che riguardano le cause dell'autismo siano discusse apertamente - aveva dichiarato l'attore - in 15 anni non ho mai preteso l'inserimento di un solo film in questo festival, ma questo tema mi tocca personalmente e per questo motivo voglio che ci sia un dibattito. Non sto dando il mio supporto a questa tesi, né sono contrario alle vaccinazioni. Sto solo dando l'opportunità di far nascere un dibattito intorno a questi argomenti".

Alla fine, però, anche uno come De Niro, in un festival che lui stesso ha contributo a far nascere, si è dovuto arrendere alle pressioni di Big Pharma: "Non credo che questa pellicola possa contribuire alla discussione come mi ero auspicato", è stato il commento sconsolato dell'attore. Secondo i medici, Wakefield avrebbe alterato i dati, e le sue teorie non sarebbero da prendere in considerazione, in quanto secondo loro sono state del tutto smontate e, per questo, è stato radiato dall'albo dei medici. Ma, ancora più importante, potrebbe condizionare le scelte di quei genitori che rifiuterebbero di far vaccinare i propri bambini, mettendoli in questo modo in serio pericolo di salute. La risposta di Wakefield non si è fatta attendere: "Questa è la testimonianza di come i poteri di interesse corporativi censurino la libertà di parola, l'arte e la verità".

Noi invece consigliamo la visione di questo film. Il motivo è lo stesso per cui è nato questo blog: ovvero quello di porsi delle domande, di diventare curiosi e di insinuare quella stilla di dubbio che risulta necessaria per affrontare la vita nel migliore dei modi e senza condizionamenti di alcun tipo. Bene, a parer nostro ci sono argomentazioni assolutamente credibili per cui bisogna quanto meno riflettere accuratamente sull'argomento.

Il 7 e l'8 giugno del 2000 si tenne un incontro segreto di oltre 50 persone del CDS, NIH, OMS e dell'American Accademy of Pediatrics, con altri esponenti delle lobby farmaceutiche, per discutere dei dati del CDC Vaccine Date Sets che aveva dimostrato con prove inoppugnabili come l'aumento dell'esposizione al mercurio contenuto nei vaccini aveva incrementato di 11 volte il rischio per i bimbi di incorrere in questi disturbi neuropsichiatrici. Queste conclusioni, chiaramente, avrebbero potuto produrre effetti devastanti per l'industria del farmaco, quindi, per far fronte a questo problema, i presenti concordarono di nascondere al pubblico americano le prove di questa correlazione tra i vaccini e le lesioni cerebrali. Sempre in quel periodo, inoltre, come se non bastasse, fu intensificato il programma vaccinale, con conseguenze spaventose (1 bambino su 60 riscontrava problemi di autismo).

Neanche le domande di risarcimento di oltre 5000 famiglie presso la Corte Federale, hanno potuto fermare i piani di questa élite del male: le perizie, come nel caso di Hannah Polling, dimostravano chiaramente che i vaccini avevano prodotto un sovraccarico metabolico che aveva di conseguenza causato un autismo indotto dal vaccino e altre lesioni cerebrali. Ma i casi e le prove sottaciute non finiscono certamente qui, bisognerebbe spendere diversi libri per trattare questo inganno globale (per informarsi bene sull'argomento vi consigliamo questo sito: http://autismovaccini.org).

Non fermatevi sulle apparenze e continuate ad indagare.

Mente libera, occhi aperti
                                          Lo Sciacallo, Marcus L. Mason

domenica 27 marzo 2016

LO SCIACALLO INTERVISTA MAURO BIGLINO

Cari lettori, qualche settimana fa vi avevamo anticipato che eravamo al lavoro per offrirvi qualcosa di speciale. Siamo riusciti infine a raggiungere il nostro obiettivo. Abbiamo ottenuto un'intervista da Mauro Biglino, ormai famoso studioso della Bibbia ed in particolare dell'Antico Testamento. Durante il colloquio che abbiamo avuto con lui, abbiamo cercato di sviscerare un po' tutto il suo lavoro degli ultimi sei anni, che lo ha portato a conclusioni a prima vista sorprendenti, ma molto più concrete di quanto si possa immaginare.

Ci scusiamo sin da ora se specialmente nella seconda parte dell'intervista, la qualità audio/video non sarà ottimale, ma ci sono stati alcuni problemi tecnici che ci hanno limitati. Crediamo in ogni caso che il contenuto sia di alto livello, e speriamo la penserete come noi. Aggiungiamo, ma ve ne accorgerete successivamente nella visione, che le voci dello Sciacallo e dei suoi collaboratori sono mascherate.

Ci teniamo in maniera particolare a ringraziare Mauro Biglino per la grande disponibilità e per il tempo concessoci. Gli facciamo un ulteriore in bocca al lupo per il suo lavoro. Qui sotto il link per poter ascoltare il nostro colloquio col dottor Biglino.

https://www.youtube.com/watch?v=oECE7j7pr50

Buona visione.

Mente libera, occhi aperti
                                           Lo Sciacallo, Marcus L.Mason






sabato 26 marzo 2016

GLI EROI SENZA GLORIA: PIER GIORGIO PEROTTO, L'INVENTORE DEL PRIMO COMPUTER


           Il team della P101: Perotto è quello seduto a sinistra, fonte: Wikipedia

La storia che ci accingiamo a raccontarvi quest'oggi è quella dell'inventore del primo personal computer. Se state pensando a Bill Gates o a qualche altro nome americaneggiante siete fuori strada. Pochi sanno, infatti, che l'invenzione di quello che sarebbe poi diventato il nostro pc moderno, appartiene a un team di ricercatori italiani, guidato da Pier Giorgio Perotto, ingegnere e informatico torinese nato a Torino il 24 dicembre 1930 e scomparso il 23 gennaio 2002 a Genova.

Perotto svolgeva la mansione di progettista per l'azienda Olivetti, una storica azienda italiana che opera nel settore dell'informatica. Originario della provincia di Biella, nel 1952 ottenne la laurea in ingegneria elettrotecnica presso il Politecnico di Torino, dove l'anno successivo conseguì anche la laurea in ingegneria aeronautica. Il suo nome è associato anche al super calcolatore elettronico Enea 9003, dove collaborò alla produzione.

È nel 1962 però che il suo lavoro prese una svolta significativa, iniziando il progetto della Programma 101, quello che è considerato il primo personal computer della storia, terminato tre anni dopo in concomitanza con la cessione della Divisione Elettronica alla multinazionale americana General Elettric. Questa macchina, ribattezzata "Perottina" in suo onore, venne utilizzata persino dalla Nasa per il programma spaziale dell'Apollo 11. È sua anche l'invenzione della "cartolina magnetica", componente essenziale per i primi PC.

IL PROGRAMMA 101 - L'invenzione di questa macchina fu presentata dal team di Perotto nel 1965, in occasione dell'esposizione universale di New York. L'Olivetti, nel medesimo anno, mise in vendita la macchina, riuscendo a vendere 44000 esemplari. Terminato il progetto, Perotto sperimentò nuovi PC, fino alla conversione dell'Olivetti al PC IBM, avvenuta nei primi anni '80.

Parlando della Perottina, l'inventore piemontese affermò: "Sognavo una macchina amichevole alla quale delegare quelle operazioni che sono causa di fatica mentale e di errori, una macchina che sapesse imparare e poi eseguire docilmente, che immagazzinasse dati e istruzioni semplici e intuitive, il cui uso fosse alla portata di tutti, che costasse poco e fosse delle dimensioni degli altri prodotti per ufficio ai quali la gente era abituata. Dovevo creare un linguaggio nuovo, che non avesse bisogno dell'interprete in camice bianco".

Se noi oggi siamo in grado si potervi raccontare questa storia tramite l'ausilio del PC lo dobbiamo anche e soprattutto a quest'uomo. Grazie.

Mente libera, occhi aperti
                                            Lo Sciacallo, Marcus L.Mason


venerdì 25 marzo 2016

QUANDO LA MUSICA E' ARTE: "ANIMALS" DEI PINK FLOYD; ROGER WATERS DIVIDE L'UMANITA' IN CANI, MAIALI E PECORE


                                      La Battersea Power Station, fonte: Wikipedia

Cari lettori de Lo Sciacallo, eccoci di nuovo con il consueto appuntamento settimanale dedicato alla musica. Settimana scorsa abbiamo dedicato questa rubrica ad un brano di Enzo Avitabile, quest'oggi, invece, vi presentiamo uno degli album più belli in assoluto della storia della musica e, al tempo stesso, tra i più sottovalutati: si tratta di Animals, decimo album dei Pink Floyd. Pubblicato nel 1977 come risposta al crescente movimento punk (i Pink Floyd erano tra le band più bersagliate dagli artisti punk, basti pensare alla maglietta indossata ai tempi da Jhonny Rotten dei Sex Pistols, "I hate Pink Floyd), l'album, che segue il successo del precedente "Wish You Were Here" del 1975 e precede il più celebre "The Wall", del 1979, si ispira al romanzo satirico di George Orwell, La Fattoria degli animali, suddividendo l'umanità in cani, maiali e pecore.

L'album, chiaramente, è una denuncia al sistema capitalista (una tematica ricorrente nella band capitanata da Waters), e l'atmosfera di quello che è un concept album è piuttosto cupa e inquietante, quasi oppressiva, che catapulta l'ascoltatore in una condizione di disagio emotivo. La copertina di Animals è una fotografia della famosa centrale elettrica londinese, la Battersea Power Station, sulle cui ciminiere fluttua un gigantesco maiale, atto a rappresentare il "Pigs on the wind", canzone che apre e chiude il disco. Quel maiale gonfiabile, divenuto in seguito uno dei simboli della band, si sganciò durante la realizzazione dell'album, sorvolando i cieli di Londra: in seguito a questo incidente, fu emanato un comunicato che avvertiva i piloti del fatto. Fu poi ritrovato in una fattoria (quasi come fosse uno scherzo del destino) e Storm Thorgerson, l'autore di molte copertine dei Floyd (ma anche di altre band come i Muse), dichiarò anni dopo: "Quel giorno tutto ciò che poteva andare storto, andò storto".

Come dicevamo prima il disco è molto aspro e si concede momenti di delicatezza solamente con il brano di apertura e chiusura, Pigs on the wind. A caratterizzare l'album sono tre brani: Dogs, Pigs (Three Different Ones) e Sheep; i primi due sono frutto di un recupero e di una elaborazione di due brani scartati nel lavoro precedente Wish You Were Here, un disco dedicato al "diamante pazzo" Syd Barret, fondatore del gruppo inglese, ovvero, Gotta Be Crazy e Raving and Drooling. In Animals, a differenza del romanzo di Orwell, alla fine le pecore (la rappresentazione del popolo), si ribellano ai cani (i padroni). Passiamo ora alle tre tracce principali, ovvero Dogs, Pigs (Three Different Ones) e Sheep.

DOGS: La canzone, dalla durata di 17 minuti, inizia con l'entrata "sfumata" della chitarra acustica di David Gilmour che accenna qualche giro di accordi funk, dopodiché il chitarrista incomincia a intonare il brano. Splendida sia la voce di Gilmour (in una delle sue performance migliori), sia gli assoli. Nel pezzo, esattamente come accadrà per Pigs (Three Different Ones) con i maiali e Sheep con le pecore, si può udire l'abbaiare dei cani, che lascia spazio all'assolo mozzafiato di Gilmour che spezza in due la canzone. Il testo, scritto come di consuetudine dal bassista Waters, è una critica accesa nei confronti degli arrampicatori sociali e di tutte quelle categorie di persone disposte a tutto, persino a ricorrere all'omicidio, pur di ottenere il potere. Per Waters, il contrappasso per queste persone sarà tremendo: saranno trascinati da un masso sott'acqua o finiranno per essere trovati morti da qualche parte. Di seguito vi forniamo il brano con il testo tradotto dall'inglese.

                                           Youtube, Nika Basaria


Devi essere pazzo, devi averne proprio bisogno
Devi imparare a dormire in piedi e quando sei per strada
Devi essere in grado di scegliere la preda facile a occhi chiusi
E poi, muovendoti silenzioso sottovento e furtivamente,
Devi colpire quando è il momento giusto, senza pensarci

E dopo un po' potrai lavorare sui dettagli di stile
Come la cravatta aziendale e la stretta di mano decisa
Un certo sguardo negli occhi e un sorriso rassicurante
Devi saperti confidare con le persone a cui stai mentendo
Così, quando ti voltano le spalle
Avrai la possibilità di affondare il coltello

Devi guardarti costantemente alle spalle
Lo sai, sarà sempre più difficile man mano che diventi vecchio
E alla fine, farai i bagagli e volerai giù al Sud
Nascondendo la testa nella sabbia
Soltanto un altro vecchio triste,
che muore di cancro in completa solitudine

E quando perdi il controllo mieterai il raccolto che hai seminato
E mentre la paura cresce, il sangue cattivo rallenta e diventa pietra
Ed è troppo tardi per perdere il peso che eri solito portarti in giro
Così fatti una buona annegata, mentre scendi giù solo, trascinato dalla pietra.

Devo ammettere di essere un po' confuso
A volte mi sembra di essere stato usato.
Devo stare sveglio, devo darmi da fare e togliermi di dosso questo malessere che s'insinua
Se non mi difendo, come posso trovare la mia strada fuori da questo labirinto?

Sordo, muto e cieco tu continui a far finta
Che tutti siano sacrificabili e che nessuno abbia un vero amico
E ti sembra che la cosa giusta da fare sia isolare il vincitore
E tutto può essere fatto alla luce del sole
E tu credi che in natura tutti siano assassini.

Chi è nato in una casa piena di dolore
Chi è stato addestrato a non sputare nel ventilatore
Chi è stato istruito sulle cose da fare
Chi è stato distrutto dal "personale addetto"
Chi è stato sistemato con collare e catena
Chi ha ricevuto una pacca sulle spalle
Chi ha avuto un posto tra il pubblico
Chi si è distinto nel branco
Chi era soltanto uno straniero a casa
Chi è stato alla fine schiacciato
Chi è stato trovato morto al telefono
Chi è stato trascinato giù dalla pietra.

PIGS (THREE DIFFERENT ONES): Il brano si apre con dei grugniti di maiali seguiti da un fischio assordante creato attraverso un sintetizzatore; poi entra in scena l'organo Hammond di Richard Wright che esegue un fraseggio in minore, basato su due accordi dalla struttura simile ad alcuni preludi del musicista Johann Sebastian Bach. Su questo tema musicale si sviluppa la struttura ritmica attraverso il basso di Waters e la batteria di Mason, e alla chitarra di Gilmour, da cui scaturiscono accordi ponderosi, quasi a voler trasformare il pezzo dandogli un'atmosfera pesante e arrabbiata, esattamente in sintonia con le parole di Waters, che descrivono, come si evince dal titolo, tre diversi tipi di maiali, tra cui rientrono gli uomini d'affare e la casta politica. In particolare, la seconda strofa sarebbe un riferimento a Margaret Thatcher, mentre nella terza, è evidente l'accenno a Mary Whitehouse, un'attivista che si battè per ripristinare quei valori di moralità che, a detta sua, derivano dalla fede in Cristo. Il brano si conclude con un intenso assolo di chitarra elettrica.

                                              Youtube, iiTzmiiqzChannel



Uomo importante, uomo maiale, ha ha, sei una farsa
Sei un pezzo grosso benestante, ha ha, sei una farsa
E quando tieni la mano sul cuore
sembri un tipo simpatico, quasi un buffone.
Con la testa dentro al porcile, dicendo:
"Continua a scavare", macchie di porco sul tuo mento grasso
Che cosa speri di trovare?
Quando sei giù nella miniera dei porci,
sei quasi divertente, sei quasi divertente,
ma in verità sei una tragedia.

Fermata del bus, borsa di topo,
ha ha, sei una farsa
hai fregato la vecchia strega, ha ha, sei una farsa
Emani freddi dardi di vetri rotti.
Sei un tipo simpatico,
meriti quasi un rapido sorriso
Ti piace la sensazione dell'acciaio.
sei straordinario con uno spillo sul cappello,
e divertentissimo con la pistola in mano!
sei quasi divertente, sei quasi divertente,
ma in verità sei una tragedia.

Hei tu, Whitehouse, ha ha, sei una farsa
Tu topo di città fiero della casa, ha ha, sei una farsa
stai cercando di tenere fuori i nostri sentimenti dalla strada.
Sei quasi uno scherzo
a labbra serrate e piedi freddi,
e ti senti abusato?
Devi originare l'onda del male
e tenerla tutta dentro.
Mary, sei quasi divertente,
Mary sei quasi divertente,
ma in verità sei una tragedia.

SHEEP: l'assolo di piano elettrico in stile jazzistico eseguito da Wright con un Fender Rhodes, che dà inizio al brano, viene preceduto da un'atmosfera quasi onirica, colma di cinguettii di uccelli e dal belare sommesso delle pecore. Il testo è una critica, seppur più mitigata rispetto alle precedenti, contro le pecore, ovvero il popolo, manipolabile e servile, inconsapevole di quanto gli sta accadendo attorno. Waters non risparmia nemmeno la fede (alla fine del pezzo, al minuto 6:23, si può udire una voce filtrata che recita una parte completamente stravolta del Salmo 23, nel quale il Re Davide asserisce che Dio è il suo pastore).

                                           Youtube, :)

Inoffensivo passi il tuo tempo nella prateria,
appena consapevole di un certo disagio presente nell'aria
Farai meglio a stare attento: potrebbero esserci cani intorno
Ho guardato oltre il fiume Giordano e ho visto
Le cose non sono quello che sembrano

Cosa ci guadagni a far finta che non cia un vero pericolo
Docile e obbediente segui il capo
Giù per i corridoi molto frequentati, nella valle d'acciaio
Che sorpresa! Uno sguardo scioccato nei tuoi occhi
Ora le cose sono proprio quello che sembrano.
No, questo non è un brutto sogno

Il signore è il mio pastore
Non chiederò niente
Mi fa sdraiare in prati verdi
Mi conduce lungo acque silenti
Con coltelli lucenti egli libera la mia anima
Mi fa penzolare a ganci nei luoghi più alti
Mi trasforma in cotolette d'agnello
Eccolo, è molto potente e molto affamato
Quando viene il giorno, noi umilmente
In quieta riflessione e grande dedizione
Proviamo l'arte del karate
Ecco, noi risorgeremo e faremo piangere i maledetti.

Belando e balbettando l'ho preso per il collo con un grido
Onda sopra onda di furia vendicativa
Cammina allegramente fuori dall'oscurità del sogno

Hai sentito la notizia?
I cani sono morti
E' meglio che tu stia a casa a fare quello che ti è stato detto
Togliti dalla strada se vuoi diventare vecchio.

E voi, a che categoria appartenete?

Mente libera, occhi aperti
                                            Lo Sciacallo, Marcus L.Mason


giovedì 24 marzo 2016

LE BOMBE DI BRUXELLES E L'AUTOBUS DI TARRAGONA: LA PASQUA PIU' TRISTE DEGLI ULTIMI ANNI


fonte: redazione.borse.it
fonte: www.firenzepost.it


Sono veramente giorni difficili e ostici quelli che ci stanno conducendo alla Pasqua 2016.
Quest'ultima settimana è stata funestata da due eventi di risonanza internazionale che sono stati in grado di mettere in dubbio tutte le nostre certezze: gli attentati terroristici all'aeroporto e sulla metropolitana di Bruxelles e il terribile incidente stradale che in Spagna ha causato la morte di 14 persone, tra cui sette ragazze italiane che si trovavano lì nell'ambito del progetto Erasmus.

Proviamo a vedere che cosa possiamo trarre come insegnamento da queste due orribili tragedie.

Partiamo da Bruxelles: al di là delle reali matrici e delle reali motivazioni dell'azione terroristica (per approfondire vi rimandiamo al nostro articolo di un paio di giorni fa in proposito), sono chiari gli obiettivi di chi imbastisce e di chi tira le fila di questi orrori. Fomentare l'odio, far sì che le persone non si fidino più nemmeno del vicino di casa, dividere il mondo intero in due unici e ben distinti tronconi pronti a farsi la guerra; da una parte, l'Occidente liberale, democratico (avremmo qualche obiezione al riguardo), e dall'altra un Islam radicale e fondamentalista che vuole distruggerci in quanto "miscredenti". Ora, chi possiede una mente libera, e decide di informarsi, di approfondire tutto ciò che lo circonda, come noi dello Sciacallo predichiamo, si sarà già reso conto di quanto questa visione manichea dello scacchiere internazionale di questa epoca storica sia alquanto semplicistica per non dire inesatta; in ogni caso, non dobbiamo darla vinta a chi vuole imporci questo schifo. Avevamo concluso il post dell'altro giorno con la frase "restiamo umani"; ebbene, lo vogliamo ribadire, a chiare lettere, urlandolo a squarciagola. Non dimentichiamoci di essere umani; non permettiamo che l'estremismo intollerante che una becera propaganda politica va affermando si impossessi di noi. Utilizziamo la paura che naturalmente si è insinuata nei nostri cuori per farci forza l'un l'altro e proseguire con le nostre vite, lottando ancora più accanitamente, se possibile, per i nostri obiettivi. Sarà la miglior arma che possiamo utilizzare per combattere il vero nemico che qualcuno, per disgustose ragioni legate sempre alle solite cose (potere, soldi, potere, soldi, perché di questo si tratta), ha voluto far dilagare in mezzo a noi come una devastante epidemia: l'odio.

Ci sono cose che nemmeno chi ha il potere, il vero potere tra le mani può controllare, e delle tragedie che trascendono anche il più sadico degli assassini. Una di queste è senza alcun dubbio quella che, domenica scorsa, ha coinvolto in Spagna, tra le 14 persone totali che hanno perso la vita, sette studentesse italiane. Vogliamo ricordare i loro nomi: Francesca Bonello, Elisa Valent, Lucrezia Borghi, Serena Saracino, Elisa Scarascia Mugnozza, Elena Maestrini, Valentina Gallo, tutte di età comprese tra i 21 e i 25 anni. Tutte bellissime, con sogni infranti da una sorte assurda e incomprensibile. Ricordiamocene sempre, è questo il vero volto del male. Il male è ciò che non si può spiegare, che ci coglie di sorpresa e ci fa vedere quanto in realtà siamo piccoli e insignificanti di fronte a lui. La morte di queste splendide ragazze mette a nudo la fragilità di ognuno di noi. Nelle loro foto diffuse dalla stampa si possono scorgere, sotto il velo della loro gioventù, speranze, progetti, intenzioni, tutte le decisioni che avrebbero preso nella vita, o le scelte che avrebbero fatto.
Come non riconoscersi in loro? Abbiamo un mondo là fuori, tutto per noi, che dobbiamo andare a prendere, perché è lì, a portata di mano. Non rimaniamo chiusi nel nostro riccio, schiavi delle nostre incertezze. E' questo che ci insegnano Elena, Elisa, Valentina, Lucrezia, Serena, Francesca ed Elisa; è vero, se ne sono andate, ma quel mondo loro l'avevano già afferrato.

Mente libera, occhi aperti
                                            Lo Sciacallo, Marcus L.Mason

mercoledì 23 marzo 2016

CLAMOROSO: UN DEPUTATO BELGA DENUNCIA LE AUTORITA' BELGHE, TIRANDO IN BALLO IL NUOVO ORDINE MONDIALE


                                         Fonte foto: Wikipedia

Avete letto bene. In Belgio, a poche ore dagli attentati, c'è chi sospetta che dietro a questi atti efferati ci sia un disegno più grande rispetto a quello che ci è stato descritto. Uno schema tattico orchestrato da personaggi che sono inseriti in posizioni di comando all'interno del circuito politico del Belgio, e che che hanno il compito di dirigerne le trame. La notizia è sorprendente, perché a muovere questa accusa non sono i soliti complottisti alla Marcus L. Mason, ma Laurent Louis, deputato belga che, attraverso il proprio profilo fb, ha sentito il bisogno di sfogarsi e di raccontare ai cittadini belgi qual è, a suo modo di vedere, la verità riguardo questi ed altri tragici eventi come l'11 settembre o gli attentati di Parigi.

Laurent Louis, per noi "complottisti", è un personaggio noto per le sue invettive contro il Nuovo Ordine Mondiale. Il 34enne belga, infatti, ha accusato vari personaggi nel corso della sue pur breve carriera politica: ha denunciato Francois Hollande di commettere crimini contro l'umanità in Siria, denunciando anche i crimini commessi da Israele, e la presenza di armi nucleari americani sul territorio belga. Ha sparato a zero sulle banche, colpevoli di sottomettere i popoli, arrivando a stracciare la sua carta di credito sotto gli occhi stupefatti dei suoi colleghi, accusandoli di essere dei servitori del NWO. Emblematico fu il suo monito al parlamento belga nel caso della vicenda del pedofilo Marc Dutroux (una vicenda dove furono coinvolti uomini dei servizi, banchieri e politici, fino ad arrivare ai reali belgi), dopo che questi avevano cercato di ostacolarlo in tutti i modi (anche con l'aiuto della stampa), appena scoprirono che era entrato in possesso di documenti segreti inerenti al giro di pedofilia che i parlamentari del paese fiammingo ben conoscevano (Elio Di Rupo in primis).

Ma le denunce di Louis non si fermano qui, perché il giovane deputato belga non ha risparmiato neanche la NATO, colpevole di aver criminalizzato i gruppi di sinistra (È bene tener presente che Louis ha un blackground di "destra") tra gli anni '60 e '80 e di voler destabilizzare il mondo arabo rovesciando governi legittimati ad esercitare il proprio potere. Secondo Louis, infatti, prima dello scontro finale con l'Iran (che per molti darà il via alla Terza Guerra Mondiale), il prossimo bersaglio sarà l'Algeria.

Ma veniamo ora alla notizia del giorno. Louis non si capacita di come questi criminali abbiano potuto agire indisturbati in un momento come questo, con i presidi delle forze dell'ordine sparsi in ogni parte della capitale belga, accusando i vertici delle istituzioni e i servizi segreti. Di seguito vi proponiamo il messaggio integrale scritto dal deputato sulla sua pagina Facebook, tradotto dal francese:

"In questo giorno buio per il Belgio, vorrei rivolgere il mio sostegno e le mie condoglianze alle famiglie delle vittime degli attentati di Bruxelles. Dopo l'aeroporto nazionale, la metropolitana brussellesi appena toccato dagli attentati mortali. La situazione è grave ed è importante di chiamare tutti i cittadini alla calma. Naturalmente, l'islamismo radicale sarà ancora una volta reso responsabile di questi attentati presentati come una vendetta dopo l'arresto di Salah Abdeslam a Molenbeek, alla fine di settimana scorsa.
 

Tuttavia, come passare sotto silenzio la responsabilità del governo belga in questi atti orrendi perpetrati questo martedì nella nostra capitale? Ora le cose sono due: o i nostri servizi di sicurezza sono incompetenti e incapaci di proteggere i luoghi sensibili come l'aeroporto nazionale o le reti   metropolitane brussellesi, oppure sono gli stessi servizi che sono all'origine di questi attentati.
Vista la situazione attuale, visto il livello di allerta, è inconcepibile che degli individui siano in grado di entrare in metropolitana o nell'aeroporto nazionale con delle bombe e di farsi saltare in aria. Non oso immaginare che i nostri servizi segreti e i nostri servizi di sicurezza siano inadempienti al punto di non poter proteggere efficacemente dei luoghi di così grande importanza.
 

Come sapete, non ho mai nascosto il mio pensiero che gli attentati che sono stati perpetrati negli Stati Uniti e in Europa dal 11 settembre 2001 erano degli attentati sotto false bandiere, degli attentati attribuiti a delle organizzazioni terroristiche islamiche ma in realtà attuati dai nostri governi al servizio degli interessi politici-economici per creare destabilizzazione nel mondo arabo, lo sviluppo dell'islamofobia nel mondo, la concretizzazione del progetto del grande Israele e in fine la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale che impone un governo mondiale che limitano i nostri diritti e delle libertà fondamentali al fine di lottare contro il terrorismo creato da coloro che, nell'ombra, tirano le redini della politica mondiale.
 

Quando si sa le misure di sicurezza che sono messe attualmente in atto nel paese, quando si vede che un attentato può accadere in una stazione della metropolitana che si trova appena sotto il sedile del CD & V, il partito del ministro della giustizia, quando si vede la sorveglianza alla quale tutti i cittadini (soprattutto arabi) sono attualmente sottoposti, è difficile credere che tali attacchi possano essere stati commessi senza l'aiuto e la complicità delle autorità belghe.
A seguito di questi attentati di Bruxelles, poiché è intollerabile che tali atti possano accadere nel nostro paese, in posti chiave e in un momento in cui i livelli di allarme terroristico sono i più elevati, chiedo a nome del movimento "In piedi belgi" le dimissioni del ministro dell'interno Jan Jambon, del ministro della giustizia Koen Geens e del primo ministro Charles Michel. O questi ministri sono incompetenti, oppure sono complici, ma in ogni caso hanno dimostrato di non meritare il loro posto al governo
".


Mente libera, occhi aperti
                                           Lo Sciacallo, Marcus L. Mason

martedì 22 marzo 2016

ATTENTATI IN BELGIO: SIAMO VICINI ALLA TERZA GUERRA MONDIALE?


                                              Fonte foto: Wikipedia

Ci risiamo. Dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi, quest'oggi si è consumata l'ennesima tragedia, questa volta a Bruxelles, nel cuore della comunità europea. Prima un kamikaze ha distrutto la sala partenze internazionali dello scalo Zaventem, adiacente ai banchi dell'American Airlines, poi le stragi alle stazioni di Schuman e Maelbeek.  Chi conosce e studia il sistema in cui viviamo non si sarà di certo sorpreso per quanto accaduto in queste ore. Da almeno una settimana, infatti, le luci dei riflettori erano puntate proprio sul Belgio: quattro giorni fa, ricordiamo, è stato arrestato Salah Abdeslam, l'ultimo dei terroristi di Parigi, mentre Najim Laachraoui, che avrebbe fabbricato le cinture esplosive, risulta essere tuttora latitante.

Il movente alla radice degli attentati è lo stesso che ha originato le stragi che hanno sconvolto Parigi: destabilizzare l'Europa e provocare una reazione violenta dei cittadini europei, che ora, come da copione, pretendono più sicurezza e, a gran voce, esigono un azione militare nei territori occupati dall'Isis, il temuto califfato islamico che di islamico, come spiegheremo tra poco, ha poco o niente. Anche qui, esattamente come vi abbiamo spiegato nell'articolo sugli attentati parigini, c'è la mano della CIA, in quello che è un protocollo consolidato. Non vi spiegheremo il modus operandi perché ne abbiamo già parlato nel pezzo citato poc'anzi. C'è da ricordare, però, che queste azioni si programmano con largo anticipo (il periodo di preparazione varia dai 6 mesi a un anno), per cui, a differenza da quanto sostenuto da alcuni giornalisti a caldo, questi attentati non possono essere una risposta all'arresto di Salah; inoltre, se vi ricordate, subito dopo gli attentati francesi, l'Isis aveva già minacciato di attaccare il Belgio.

Dicevamo che il califfato, esattamente come Al Qaeda (dissolta nel 2005), non ha nulla in comune col mondo islamico, se non il territorio in cui è ubicato. A fomentare e ad addestrare questi fanatici, a cui vengono fornite le armi, sono proprio i paladini dell'esportazione della democrazia, quelli che possono vantare, tra i premi Nobel per la pace, uomini di guerra come Kissinger. Consentitici di affermare, parafrasando Totò: "CIA, ma mi faccia il piacere!". Questi tecnocrati europei, con menti "illuminate", gli stessi che hanno creato l'UE, ora stanno cercando di spostare gli equilibri politici su posizioni di estrema destra, incoraggiando i biechi nazionalismi alla Donald Trump, e soluzioni approssimative e abominevoli come quelle proposte dall'italico Matteo Salvini, fedele amico dei fascistoni di Forza Nuova e Casapound.

La Terza Guerra Mondiale programmata da uomini come Albert Pike, o profetizzata da gente come Nostradamus o Basilio di Krostandt è in atto, e il tutto è iniziato l'11 settembre del 2001, con gli attentati alle Torri Gemelle. Sta a noi non cascare nel tranello ordito dal magus, uscendo dal cerchio e contribuendo a migliorare le nostre vite con iniziative che permettano di unire le persone e non il contrario. Non dobbiamo permettere al NWO di avanzare e di militarizzare l'Europa, restringendo la totalità dei diritti civili conquistati nei secoli, primo tra tutti, la libertà. Restiamo umani.

Mente libera, occhi aperti
                                               Lo Sciacallo, Marcus L. Mason