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lunedì 15 febbraio 2016

TUTTI GUARDIAMO IL FESTIVAL: PERCHE' SANREMO E' SANREMO

Fonte foto: Wikipedia
                                              
"Martedì scorso è stata una magnifica giornata. Alzandomi la mattina ero preso da una felicità strana. Guardando il cielo mi sono accorto che il sole era più bello e sorridente del solito; e certo, quella sera sarebbe iniziato il Festival di Sanremo. Non me lo perdo per nessun motivo, fin da bambino, e come sapete, il primo amore non si scorda mai. Quindi, quella sera, come altre infinite volte, mi sarei piazzato davanti al mio televisore e mi sarei gustato le meravigliose canzoni che i grandi artisti nostrani ci avrebbero proposto. Credo che avrebbe potuto anche scatenarsi il diluvio universale, ma nulla mi avrebbe impedito di seguire lo show. Sapete, qualche volta mi è capitato di essere in viaggio per lavoro durante la settimana di Sanremo; ma anche quando sono via da qui, quando sono lontano, trovo un modo per poterlo seguire. Anche perché, ora o mai più: succede solamente una volta all'anno. Pensate, mercoledì avrebbero trasmesso un film che volevo assolutamente vedere, Noi siamo infinito, ma avevo già predisposto tutto per poterlo registrare. Non potevo certo perdere Sanremo!

Ma l'imprevisto è sempre in agguato; infatti, un'oretta prima dell'inizio del mio programma preferito, squilla il mio cellulare: i miei amici desideravano uscire: dovevo trovare una scusa. Ho guardato fuori dalla finestra, e ho pensato: 'meno male che finalmente piove'. Così, ho trovato un buon pretesto per stare a casa. Ma quella sera sembrava essere maledetta. Squilla nuovamente il telefono: questa volta, però, era la mia ragazza. Aveva un tono preoccupato e mi dice: 'dobbiamo parlare urgentemente, di me e di te'. Semplicemente, non era il momento adatto per una cosa del genere e, a mezzo respiro, le chiesi di rimandare a un altro momento: 'ora non mi sento molto bene amore. Scusa, ne riparliamo, promesso, un giorno mi dirai'.

Ero finalmente libero, e mentre attendevo con impazienza che Carlo Conti salisse sul palco dell'Ariston, la mia mente si perse tra sogni e nostalgia ripensando alla splendida edizione dell'anno passato. La mia grande speranza era che non ci fosse nessun grado di separazione tra questa e quella, e che mi avrebbe emozionato nello stesso modo. D'altra parte, a Sanremo non sai mai cosa può succedere, è talmente ricco di sorprese proprio come la borsa di una donna.
Cantanti meravigliosi, altissimo standard musicale, ed esibizioni commoventi che sarebbero state in grado anche di vincere l'odio tra israeliani e palestinesi. E poi, all'ultima sera, lo splendente vestito blu della meravigliosa Madalina che ha illuminato i cieli immensi della cittadina ligure. Insomma, un'esperienza esaltante. Non vedo l'ora che arrivi l'anno prossimo".

Eh sì cari italiani: questo è il pensiero medio di centinaia di migliaia, forse milioni di voi. Quello che era nato negli anni '50 come un puro show di varietà di una sera si è trasformato, negli anni, in un pura questione di business, dove chi lo organizza si affretta a strapagare pop star straniere e mostri sacri italiani (probabilmente per coprire l'abituale infimo livello delle "canzoni" in gara) con i soldi dei contribuenti per far sì che tutto sia più glamour che mai. Un'occasione per la showgirl di turno per tirare fuori i vestiti più sgargianti, l'acconciatura più alla moda, e all'occorrenza, i tatuaggi a forma di farfalla. E dove chiunque abbia il coraggio di esprimere una vera opinione, come fece il buon Maurizio Crozza qualche anno fa, si ritrova subissato da ingiusti fischi. Ovviamente, perché lì più che mai l'ipocrisia deve regnare sovrana. Non ci resta che darvi un ultimo consiglio, nella speranza che il nostro esercizio di stile vi abbia divertito.
Italiani, wake up!

Mente libera, occhi aperti
                                           Lo Sciacallo, Marcus L.Mason





domenica 14 febbraio 2016

LA BIBLIOTECA DELLO SCIACALLO: "LE MANI SUL VATICANO" DI CARLO MARRONI


fonte: thrillermagazine.it

Per l'appuntamento settimanale con la biblioteca dello Sciacallo, oggi vi proponiamo nuovamente un romanzo: Le mani sul Vaticano di Carlo Marroni, uscito nelle librerie nel 2012.
Abbiamo detto nuovamente perché a ben vedere i punti in comune con il testo da noi consigliato un paio di settimane fa, il più celebre Fatherland di Robert Harris, ci sono. Intrighi, cospirazioni e una narrazione serrata e senza respiro sono elementi che caratterizzano gli stili di entrambi gli autori.
Le mani sul Vaticano è come il romanzo di Harris un thriller di fantapolitica. Vediamone brevemente la trama.

Un nuovo conclave è alle porte, dal momento che il Papa sembra in fin di vita. Già si sono delineati due forti candidati per il soglio di Pietro, chiaramente appoggiati dalle rispettive lobby. Il primo è il palestinese Gabriel Sader, inviso agli occidentali; un papa arabo terrorizza diverse nazioni. La fazione rivale promuove la candidatura di Thomas Simpson, un gesuita conservatore americano alle spalle del quale agiscono i servizi segreti statunitensi ma anche israeliani.
Intorno a questo contesto generale, comincia una guerra diplomatica intestina tra cardinali all'interno e fuori dalla Città del Vaticano. Il protagonista è il giovane monsignore Luca Ferrari, uomo di fiducia del Segretario di Stato, cardinale Augusto Marinetti, che viene incaricato da quest'ultimo, che in segreto aspira al soglio pontificio, di fare luce sulla rete di complotti e sui giochi di potere messi in atto allo scopo di condizionare l'elezione pontificia. E da qui in poi le scoperte di Ferrari saranno notevolmente sorprendenti...

Marroni disegna un quadro estremamente complesso di personaggi che si muovono all'interno di un piccolo universo che si regge su regole proprie. Verranno alla luce scandali su cardinali dal passato oscuro, organizzazioni che operano nell'occulto e molto altro...
I sottotraccia sono altrettanto avvincenti: dall'ambiguo rapporto che intercorre tra Ferrari e Carmen Mendoza, storica dell'arte figlia di un importante banchiere iberico, attraverso cui si tocca la scottante tematica del celibato dei prelati, alle speculazioni intessute dal direttore dello IOR Luigi Torrealta, quasi un erede del celeberrimo e tristemente noto arcivescovo Paul Marcinkus.
Ricopre poi un importante ruolo nelle dinamiche dell'intreccio la descrizione della conflittualità tra i gesuiti e i Custodi della Terra Sacra, la Palestina, incarnati da padre Stefano Lanfranchi e padre Andrea Reattelli. E il finale spariglierà le carte in tavola...

L'autore, Carlo Marroni, è un giornalista che da anni lavora come vaticanista per il Sole 24 Ore. E' quindi indubbiamente molto informato sui corridoi del potere del Vaticano, e non ci stupiremmo se avesse inserito all'interno del libro alcuni elementi con i quali è venuto a contatto svolgendo il suo lavoro.
In definitiva, consigliamo Le mani sul Vaticano perché è perfetto per comprendere come all'interno della Santa Sede si lavori nell'ombra per sete di potere, di denaro, come accade nella politica di ogni grande potenza del pianeta. Vedete in che mani affidiamo la salvezza della nostra anima...

Mente libera, occhi aperti
                                             Lo Sciacallo, Marcus L.Mason

sabato 13 febbraio 2016

GLI EROI SENZA GLORIA: PIER LUIGI IGHINA, L'UOMO CHE INVENTÓ LA MACCHINA DELLA PIOGGIA

                                            Fonte foto: Wikipedia


Tra gli eroi dimenticati del nostro tempo figura anche Pier Luigi Ighina, passato alla storia (si fa per dire), per aver scoperto l'Atomo Magnetico e per l'invenzione della Valvola antisismica e, soprattutto, per aver inventato la MACCHINA DELLA PIOGGIA. Prima di entrare nello specifico, ecco una breve biografia dello scienziato italiano. Ighina nasce a Milano nel 1908, e sin da giovanissimo si appassionò allo studio della natura, delle forze motrici e dell'elettromagnetismo. Concluse gli studi nel capoluogo meneghino, diventando tecnico in elettronica e radio-elettronica. Le sue scoperte si basano principalmente sulle teorie dello psichiatra e psicanalista austriaco Wilhelm Reich sull'energia orgonica: tale energia, a detta di Reich, coprirebbe tutto lo spazio, è di colore blu, e un impoverimento o il blocco di questa all'interno del nostro corpo, causerebbe la comparsa di svariate malattie, specialmente di natura psichica. Ovviamente, com'è logico intuire, queste teorie non vennero mai riconosciute dalla comunità scientifica.

Ighina fondava tutte le sue invenzioni sulla "Filosofia della Spirale", e sosteneva che attraverso l'applicazione di questo principio, basato a grandi linee sulla Filomazia, si sarebbe potuta migliorare la vita dell'uomo, attraverso artefatti elettromagnetici. All'età di 16 anni, Ighina scopre l'Atomo Magnetico, grazie a un microscopio particolare creato di sua mano. Lo scienziato lombardo disse di averlo scisso in due monopoli magnetici: uno positivo, l'energia solare, e uno negativo, la Terra. L'energia solare si congiunge alla Terra sotto forma di spirale e riscalda tramite l'attrito, mentre dalla Terra il monopolo negativo si ricongiunge al Sole attraverso un movimento a spirale opposto. Da questo scontro, trae origine la materia e la vita, ciascuna scandita da un proprio ritmo. Inoltre, sempre per conto di Ighina, esattamente al centro del Sole, risiederebbe un cuore magnetico dalle pulsazioni e i ritmi del tutto simili a quelli dell'organo vitale di un individuo umano.

Ma gli studi di Ighina non si fermano qui. Dichiarò infatti di poter rigenerare cellule morte, di allontanare i terremoti (Valvola antisismica) e allontanare o avvicinare le nuvole (macchina della pioggia). In un libro pubblicato nel 1954, l'Atomo Magnetico, lo scienziato milanese ipotizzava diversi esperimenti quali la già citata Valvola antisismica, o alcuni metodi alternativi per la trasmissione di immagini televisive, o di come effettuare le analisi del sottosuolo in profondità, e come annullare le radiazioni e l'inquinamento e produrre energia elettrica dal nulla.

LA MACCHINA DELLA PIOGGIA -  Ighina aveva sviluppato un marchingegno in grado di riprodurre la pioggia o di scacciare le nuvole. Questo macchinario era costituito da un elica di elicottero rivolta verso l'alto, e da due gruppi di tubi posti rispettivamente in superficie e sottoterra, ed entrambi caricati con polvere di alluminio. Secondo lo scienziato, i tubi si caricavano grazie all'energia solare: questa energia, poi, sarebbe stata usata per produrre l'allontanamento qualora l'energia fosse di polarità positiva; nel caso invece in cui l'energia fosse negativa, questa polarità avrebbe permesso un processo in grado di innescare un'attrazione che avrebbe consentito l'avvicinamento delle nuvole fino poi a scatenare la pioggia.

IL SUO RAPPORTO CON GUGLIELMO MARCONI: Ighina ha sempre sostenuto di aver collaborato con Guglielmo Marconi, nonostante molte scoperte fossero poi riconosciute all'inventore emiliano (un classico quando si parla di Marconi, chiedere a Tesla). A proposito di Marconi, Ighina fece un'affermazione sconvolgente riguardo alla sua morte: secondo lui, infatti, la morte improvvisa di Marconi sarebbe stata causata da un esperimento condotto da quest'ultimo sull'Atomo Magnetico senza la sua supervisione e, per questo motivo, si sarebbe concluso tragicamente.

Ighina non brevettò nessuna delle sue invenzioni. In primo luogo perché riteneva che il sapere doveva essere condiviso con tutti, e poi, come sostenne un suo collaboratore, Luigi Fanton, temeva per la sua vita, visto che per la comunità scientifica queste scoperte venivano ritenute scomode. Ighina morì a Imola a 95 anni, senza aver potuto godere del successo derivato dalle sue scoperte. Un'ingiustizia purtroppo condivisa con altri grandi menti dell'umanità.

Vi lasciamo con un filmato di Ighina dove spiega la sua più grande invenzione, la macchina della pioggia, e i motivi per la quale è stata osteggiata.


Mente libera, occhi aperti
                                                 Lo Sciacallo, Marcus L. Mason


                                      
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venerdì 12 febbraio 2016

UFO SULLA LUNA: LE FOTO NASCOSTE DALLA NASA


                                                 Fonte foto: Wikipedia

Qualche tempo fa, nel post intitolato "UFO: ECCO ALCUNE PROVE DELLA LORO ESISTENZA", vi abbiamo accennato alla prova di una presenza degli UFO sul suolo lunare, riscontrata durante l'allunaggio dell'Apollo 11. Secondo quanto descritto dall'ex Sergente Maggiore dell'esercito statunitense, Robert O'Dean, il governo americano avrebbe nascosto al mondo la prova schiacciante dell'esistenza aliena. O'Dean accusa alcuni ingegneri della NASA di aver fatto sparire circa quaranta foto che testimonierebbero inequivocabilmente l'esistenza di civiltà extraterrestri. Fortunatamente, però, alcuni dipendenti in buona fede, sono riusciti a conservare alcune fotografie, permettendo così all'ex militare di poterle divulgare.

O'Dean è certo della presenza degli extratterrestri, arrivando alla conclusione che la razza umana sia ibrida, e che la relazione con loro è di fratellanza, dunque, questa affermazione corroborerebbe quanto descritto nei vari testi antichi giunti fino ai giorni nostri, Bibbia compresa. La TEORIA DEGLI ANTICHI ASTRONAUTI parla infatti di questo, ovvero, di come una specie umanoide sia scesa sulla Terra per fabbricare una razza che avrebbe assunto sembianze simili alla loro, attraverso l'apporto di gran parte del proprio patrimonio genetico unito a quello degli ominidi già presente sul territorio terrestre.

Le fotografie mostrate da O'Dean durante un convegno spagnolo (a fine articolo avrete a disposizione alcuni video), indicano chiaramente degli edifici costruiti da una civiltà aliena, visto che nessuno mai si era avventurato sulla Luna, oltre che alcune navicelle spaziali da diametri e lunghezze fuori dal comune. L'ex Sergente Maggiore racconta anche di come, una mattina del 2 febbraio del 1961, sarebbe potuta scoppiare la Terza Guerra Mondiale: quel giorno, un gruppo numeroso di velivoli dalla forma circolare sorvolò i cieli del centro Europa provenendo da territori sovietici. Si scoprì ben presto, però, che quei velivoli non erano in dotazione dell'esercito sovietico, né di qualunque esercito terrestre: erano alieni. Uno studio - durato tre anni - intrapreso dal pilota britannico Thomas Pike, concluse che la razza umana era sotto osservazione da migliaia di anni; le specie extraterrestri interessati alla nostra civiltà sarebbero quattro, tutte di aspetto umanoide, tranne una, che è molto simile a noi umani (che siano gli Annunaki o gli Elohim biblici?).

Bene, non vogliamo aggiungere altro. Vi lasciamo alle parole e alle fotografie mostrate dall'ex militare statunitense. Buona visione.

                                              Youtube, filodv31
                                                             Youtube, filodv31

                                            Youtube, Gruppo Ricerche Interferenze Aliene

                                           Youtube, Gruppo Ricerche Interferenze Aliene


Mente libera, occhi aperti

                                                     Lo Sciacallo, Marcus L. Mason

mercoledì 10 febbraio 2016

"IO HO PAURA" DI DAMIANO DAMIANI: ANNI DI PIOMBO IN UNA ROMA DI SANGUE

fonte: filmtv.it

Si torna a parlare di cinema sulle pagine de "Lo Sciacallo".
Oggi vi vogliamo consigliare la visione di una pellicola del 1977, diretta dal celebre regista Damiano Damiani, Io ho paura.

Prima di parlare del film in questione, inquadriamo brevemente il regista. Damiani salì all'onore delle cronache agli inizi degli anni 60, grazie alla sua trilogia "psicologica": Il rossetto (1960), Il sicario (1961) e L'isola di Arturo (1962). Dopo un adattamento del celebre romanzo La noia nel 1963, arriva nel '67 il primo film fondamentale del regista friulano: lo spaghetti-western Quién sabe?, tra le pellicole del genere più intriso di implicazioni politiche. Dichiaratamente uomo di sinistra, diventa il principale esponente del cinema cosiddetto civile e impegnato, o cinema di mafia: la sua opera forse più celebre, Il giorno della civetta, tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, del '68, è soltanto il primo di questo filone. Seguono negli anni successivi diversi lavori con il medesimo sfondo sociale: La moglie più bella (1970), Confessione di un commissario di polizia a un procuratore della repubblica (1971), L'istruttoria è chiusa: dimentichi (1971), Perché si uccide un magistrato (1974), Un uomo in ginocchio (1979), Pizza Connection (1985), Il sole buio (1989), oltre al grande successo ottenuto con la serie televisiva La Piovra, di cui Damiani diresse la prima stagione nel 1984. Dispiace solamente per il triste finale della sua carriera, con lo scult Alex l'ariete (2000), condito dalle imbarazzanti interpretazioni di Alberto Tomba e Michelle Hunziker.

Il film sul quale ci concentriamo, Io ho paura, ha per protagonista Lodovico Graziani, un brigadiere al quale, rimasto traumatizzato dopo una sparatoria, viene assegnata la scorta del giudice Concedda, integerrimo e incorruttibile uomo di legge. I due, collaborando, scoprono l'esistenza di un traffico d'armi nel quale sono coinvolti anche elementi di spicco dei servizi segreti: il giudice, nonostante gli avvertimenti di Graziani, pagherà con la vita il suo lavoro. C'è quindi un nuovo incarico per il brigadiere; proteggere il giudice-censore Moser, che però non pare tanto trasparente quanto Concedda...
I punti di forza del film sono molteplici: innanzitutto, la trama gialla di cui Damiani si serve per raccontare la tensione di una città, Roma, dove il sangue è all'ordine del giorno, e dove nessun cittadino si sente più ormai al sicuro. Memorabili, in questo senso, tutte le scene di violenza girate nelle palazzine dei condomini, sulla tromba delle scale, per dare l'idea della prossimità e della quotidianità della violenza stessa.
Damiani bilancia egregiamente le scene d'azione, con regia e montaggio decisamente dinamici, a quelle più riflessive, come i confronti continui tra Graziani e Concedda, due uomini che, pur dalla stessa parte, non riescono ad affrontare le situazioni con lo stesso spirito, pur innestandosi tra loro un evidente affetto.
E infine, gli attori, vero punto forte. Il protagonista Graziani è magistralmente incarnato da Gian Maria Volonté, attore a tutto tondo, che lascia qui da parte il suo istrionismo per tratteggiare un personaggio buio, introverso, pieno di contraddizioni, che ha paura, come suggerisce il titolo, pur credendo fermamente nel suo lavoro. Siamo lontani quindi, dal poliziotto giustiziere e folle di opere come Roma a mano armata o Il cinico, il violento, l'infame. Ottimi anche lo svedese Erland Josephson (tra gli attori preferiti di Ingmar Bergman), nella parte di Concedda, e il grande Mario Adorf, che interpreta il viscido Moser.
Ci sentiamo di consigliarlo perché tra i noir di quegli anni è quello che forse riesce a far intravedere più sfumature di personaggi reali e di un mondo di cui in un certo ambiente tutti erano a conoscenza ma di cui quasi tutti negavano l'esistenza.
Vi carichiamo due brevi estratti del film, sperando che vi invoglino a gustarvelo integralmente.

Mente libera, occhi aperti
                                              Lo Sciacallo, Marcus L.Mason



lunedì 8 febbraio 2016

LA BIBLIOTECA DELLO SCIACALLO: "LA BIBBIA NON È UN LIBRO SACRO" DI MAURO BIGLINO


                                          Elohim in ebraico, fonte: Wikipedia
 
 Torna la rubrica della Biblioteca dello Sciacallo, posticipata eccezionalmente di lunedì. Dopo avervi presentato il romanzo di Robert Harris, "Fatherland", quest'oggi ci dedicheremo a un nuovo saggio dal titolo "La Bibbia non è un libro sacro", dello studioso Mauro Biglino, che i lettori di questo blog già conosceranno perché ne abbiamo trattato ampiamente negli appuntamenti con la storia biblica. Questo saggio, che Biglino considera una mera "conferenza a tastiera", costituisce un must per chi vuole avvicinarsi ai temi della creazione di Dio e delle "sacre" scritture. In questo lavoro il noto studioso torinese (che per anni ha curato le traduzioni del libro più famoso della storia per conto dell'edizioni San Paolo), svela al pubblico una serie infinita di inganni e menzogne che vengono raccontate ai fedeli e che da secoli vengono accettate acriticamente e, di conseguenza, di come queste condizionano la vita di miliardi di persone in tutto il globo.

Si parte dalla Genesi, la radice di tutti gli inganni, fino ad arrivare a Gesù, senza però rivolgere troppa attenzione al Nuovo Testamento, in quanto il campo di studio dell'autore concerne soprattutto, se si parla della Bibbia, l'Antico Testamento, dove tutto ha origine. Inutile ricordarvi che si parlerà in modo piuttosto approfondito di una razza antropomorfa che gli autori biblici chiama Elohim, e di come uno di questi, Yahweh, sia stato presentato prima come il più importante degli Elohim e successivamente come Dio Unico, trascendentale, misericordioso e creatore dei cieli e della Terra. Biglino toglierà il velo sul Peccato originale e i Dieci comandamenti, sulle incogruenze presenti nel testo biblico e, tra i tanti argomenti, spiegherà passo per passo quali sono i punti fondamentali per dare vita a una nuova religione.

Il libro è scritto in modo chiaro, senza troppi ricami, e per tale motivo non risulta gravoso a chi legge, essendo così in grado di poter essere compreso da tutti. L'autore si rivolge ai lettori mostrando elementi concreti a suffragare le sue formulazioni, facendo spesso riferimento a studiosi di filologia semitica, spesso ebrei, oltre che alla stessa Bibbia, con tanto di "coordinate" ai vari passi, in modo tale da poter essere verificate immediatamente dal lettore. Questo è un libro che vi consigliamo dal profondo del cuore, perché siamo certi che sconvolgerà la vostra visione delle cose e vi porterà a conoscere di più non solo sull'argomento scientificamente trattato da Biglino, ma anche su altri argomenti che ad esso sono collegati e che sono alla base del sistema in cui viviamo. Alla fine della lettura tanti saranno i vostri interrogativi e, se siete cattolici, vi accorgerete di come la Chiesa continua a influenzare la vita di miliardi di persone in virtù di precetti religiosi basati sul falsità originarie.

P.S: continuate a seguirci, magari aiutandoci a diffondere i nostri articoli. Lo Sciacallo è al lavoro per farvi un grande regalo. Nei prossimi giorni ne saprete di più.

Mente libera, occhi aperti

                                                                                   Lo Sciacallo, Marcus L. Mason




sabato 6 febbraio 2016

EMANUEL SWEDENBORG: IL MISTERO DELLA "CHIAMATA" CHE RIVOLUZIONA L'ESISTENZA



Emanuel Swedenborg  fonte: wikipedia

Chi ha iniziato a seguirci si sarà certamente accorto del fatto che non siamo esattamente seguaci di qualunque istituzione religiosa, in quanto siamo fortemente a favore di un libero pensiero che va chiaramente in netto contrasto con il dogmatismo dei culti.
Questo però non significa assolutamente che non pensiamo che esista una vita spirituale, anzi la riteniamo fondamentale. Vivere in armonia con la propria spiritualità aiuta ad avere una maggiore consapevolezza di sé, del mondo che ci circonda, indispensabile per un'esistenza serena.
Si tratta della parte più intima, imperscrutabile e misteriosa di noi, dove difficilmente facciamo entrare gli altri. E non si può negare che il mistero che aleggia intorno alla spiritualità non attiri l'interesse di chiunque, come noi, ama approfondire ogni aspetto dell'uomo antico e moderno.
E ci incuriosisce enormemente comprendere come uno degli scienziati più celebri della sua epoca, conosciuto e stimato a livello internazionale, sia arrivato a rinnegare i suoi primi cinquantasei anni di vita per dedicarsi interamente al misticismo: stiamo parlando dello svedese Emanuel Swedenborg.

Swedenborg nacque a Stoccolma nel 1688 da un importante ecclesiastico della corte del re di Svezia, Carlo XI. Nonostante avesse sviluppato una forte religiosità già in gioventù, sotto l'influenza degli insegnamenti del padre, in seguito se ne distaccò, appassionandosi invece alle materie scientifiche e tecniche. Si spostò in Inghilterra per completare il suo percorso di studi, dove, grazie alle sue indubbie capacità, entrò velocemente a far parte della Royal Society, dove venne in contatto con scienziati del calibro di Isaac Newton e Edmund Halley (lo scopritore della celeberrima cometa). In questi anni si perfezionò in quasi tutti i campi dello scibile umano, aggiungendo al suo bagaglio culturale anche la conoscenza di ben undici lingue.
Una volta tornato in Svezia, divenne in breve l'uomo di scienza più influente a corte grazie allo sviluppo di numerosi suoi progetti personali tra cui pompe, chiuse, gru, forni, ponti e vari strumenti per la guerra. Il re gli conferì la prestigiosa carica di Assessore al Collegio delle Miniere. Nei trent'anni che seguirono Swedenborg accrebbe ulteriormente la sua fama attraverso la pubblicazione di decine di studi (tutti in latino) inerenti a praticamente ogni ramo della scienza. Va sottolineato che rimase sempre credente e molto voglioso di approfondire le questioni relative alla sua religione.

Abbiamo terminato il nostro breve excursus che ci è servito per inquadrare meglio il personaggio. Abbiamo potuto notare che si trattava di un uomo totalmente realizzato, intelligentissimo, che dalla vita tutto aveva avuto.
Ebbene, questa vita cambiò bruscamente e repentinamente il giorno di Pasqua del 1744.
Quella notte, raccontò poi lo stesso Swedenborg, gli apparve in sogno un uomo che sosteneva di essere niente meno che Dio, che lo aveva scelto come nuovo tramite per trasmettere il suo messaggio alle genti. Il viaggio mistico attraverso il quale Dio lo condusse gli dono la facoltà, da quel momento in poi, di assistere, da sveglio, a tutto ciò che avveniva nel mondo spirituale dialogando con angeli e spiriti.
In seguito a questo momento fondamentale della vita di Swedenborg, egli decise di dare le dimissioni da ogni carica pubblica per potersi interamente dedicare alla sua nuova missione. Aveva anche delle visioni durante le ore che passava in meditazione, ma con una particolarità: non finiva mai in stato di estasi o trance come invece raccontano la maggioranza dei mistici, ma rimaneva perfettamente cosciente, tanto che una volta terminata l'esperienza extra-sensoriale, trascriveva interamente e senza mai correggere alcunché, la conversazione appena sostenuta con l'entità ultraterrena.
La missione di Swedenborg consisteva, come abbiamo detto, nella diffusione del messaggio divino: la compì attraverso la pubblicazione di decine di testi a carattere puramente spirituale.
Il più rilevante e anche il più celebre è senza dubbio Arcana Coelestia (letteralmente "Segreti Celesti"), composto tra il 1746 e il 1747.
In quest'opera Swedenborg sostiene che l'universo altro non sia che un armonico insieme di mondi che chiama "Grand'Uomo". Lo paragona al corpo umano: un gruppo di miliardi di piccole entità che lavorano per garantire il buon andamento generale. Swedenborg è quindi un forte sostenitore della teoria della vita su altri pianeti, due secoli prima di George Adamski (a cui presto dedicheremo una biografia).
Egli è convinto inoltre che l'uomo sia fautore del proprio destino dopo la vita terrena nel cosiddetto mondo spirituale: dipenderà se in vita si è stati un elemento "costruttivo" o "distruttivo". Pensiero in netta opposizione al fatalismo teorizzato dal Padre della Chiesa Sant'Agostino. Il passo successivo è però la vera rivoluzione: Swedenborg infatti afferma che in quel mondo l'uomo acquisisca sì un corpo "spirituale", dotato però di membra e memoria. In questa sorta di Purgatorio, l'individuo ha la possibilità di redimersi.
E' da sottolineare che la svolta mistica di Swedenborg non recò all'uomo alcun genere di beneficio; chiaramente, perse ogni tipo di credibilità come scienziato, ma si mise in aperto contrasto anche con la Chiesa Luterana di Svezia, che condannò tout court le sue innaccettabili affermazioni.

Vogliamo approfondire anche un altro aspetto dello Swedenborg mistico: le sue qualità di veggente e spiritista. Ci sono almeno due episodi significativi che tutte le biografie del sensitivo svedese riportano; li citiamo pedissequamente anche in questa sede.
Il primo avvenne nel 1762 ad Amsterdam. Mentre si trovava in compagnia di diverse persone, Swedenborg improvvisamente si rabbuiò e fece come una smorfia di dolore. Sosteneva che lo zar di Russia Pietro III fosse appena morto in carcere per strangolamento. Il giorno dopo arrivò la conferma che aveva ragione: lo zar era davvero morto e proprio nel momento della smorfia di Swedenborg.
Il secondo aneddoto riguarda lo Swedenborg spiritista e a raccontarcelo è niente meno che l'illustre filosofo Immanuel Kant. Riguarda la vedova dell'ambasciatore olandese a Stoccolma, Madame de Marteville. Poco dopo la morte del consorte, alla donna fu sollecitato il pagamento di un servizio d'argento acquistato dall'ambasciatore prima della dipartita. La donna era certa che il conto fosse già stato saldato, ma non rammentava dove conservasse la ricevuta. Si affidò dunque a Swedenborg, che indicò con sicurezza un mobile al primo piano, nel quale la donna aveva però già guardato invano. Egli la tranquillizzò, perché il marito gli aveva rivelato l'esistenza di un cassetto segreto in quel mobile, dove la signora trovò l'agognato documento. I testimoni oculari, interpellati da Kant, confermarono in toto la storia.

Emanuel Swedenborg morì nel 1772, a ottantaquattro anni. La sua filosofia influenzò innumerevoli pensatori dei secoli successivi da Goethe a Baudelaire, fino a Elizabeth Browning e persino allo psicanalista Carl Gustav Jung, che riprende soprattutto il concetto swedemborghiano di "Grand'Uomo" in più di un'occasione. E' oggi addirittura attiva una Chiesa ufficiale ispirata al pensiero di Swedenborg: la Church of New Jerusalem, negli Stati Uniti.

La laicità che noi appoggiamo apertamente non ci deve chiudere la mente. L'interpretazione mistica delle Scritture e dell'aldilà non è certamente condivisa da chi scrive, ma è innegabile che Swedenborg avesse delle qualità assolutamente fuori dal comune, e che sia stato un pensatore fondamentale del suo tempo. che ha lottato per il bene e per la pace. Non ha avuto esitazioni nello staccarsi dalla dottrina ufficiale perché credeva fermamente nelle sue idee, e nella libertà di professarle. Per noi, è abbastanza.

Mente libera, occhi aperti
                                               Lo Sciacallo, Marcus L.Mason


giovedì 4 febbraio 2016

MASSONERIA E CHIESA CATTOLICA UNITE NELLA DERIVA MATERIALISTA DELLA SOCIETÀ



                                           Fonte foto: pixabay.com


Massoneria e Chiesa cattolica sono nemici da secoli. Per quanto possa essere vituperata in epoca moderna, va detto che in origine la massoneria ha davvero operato per far compiere dei progressi alla nostra società, limitando il potere temporale della chiesa e abbattendo gran parte delle monarchie assolute. Il problema, però, è sorto a causa della segretezza di questa organizzazione che, nei secoli, ha sempre avuto al suo interno personaggi al quanto discutibili, come ogni organizzazione umana che si rispetti. La data di morte di questa organizzazione, può essere fatta coincidere il 24 giugno 1717, quando a Londra venne fondata la massoneria moderna, basata su ideali completamente opposti rispetto a quelli originari, e con scopi prettamente speculativi.

E la Chiesa? Il Vaticano, che è da sempre nemico della società muratoria, negli ultimi anni sembra aver accantonato il rancore che riserbava nei confronti dei “fratelli” eretici, tant’è che sono nati matrimoni che oseremo definire “misti”, ovvero organizzazioni fondate da una commistione di massoni ed ecclesiastici. Tutte e due le parti puntano da sempre al dominio del mondo (non a caso cattolico vuol dire “universale”) e, per dirla con un termine conosciuto da tutti ed entrato nel vocabolario comune, al Nuovo Ordine Mondiale (NWO). Seppur apparentemente si scontrano in modo molto acceso, sottobanco adoperano gli stessi strumenti di manipolazione e, inoltre, vige una sorta di regolamento per cui all’esterno, ovvero a noi "babbani" (come ci catalogherebbe la scrittrice Rowling), certi messaggi non devono essere veicolati.

Ieri vi abbiamo parlato del battesimo e di come la Chiesa indottrina i fedeli sin da quando sono nascituri, ebbene, quel sacramento, unito a una serie infinita di prescrizioni ordinate dai preti in generale, rendono la persona completamente asservita ai loro comandi e svuotata di spirito e coscienza critica. Ma cosa c’è di spirituale in tutto questo? La Chiesa pretende dai suoi fedeli la fedeltà e, in ragione di questo, evita come la peste alcuni argomenti che riguardano la spiritualità. Il motivo? Semplice, la spiritualità è una pratica individuale e, siccome la religione (che già Marx individuava come sovrastruttura, definendola un oppiaceo per i poveri) è collettiva, capirete da soli le ragioni di questa censura. Quante volte il Papa ha redarguito qualunque cristiano si avvicinasse alla pratica delle arti magiche e alla lettura di libri inerenti a temi esoterici in genere? Badate bene, Lo Sciacallo in questo caso è in totale sintonia con questa direttiva papale, ma perché allora la stessa Chiesa pratica la magia? Bisogna sapere che è in funzione magica che il fedele chiede aiuto alla Madonna o esige un miracolo dal santo di turno (emblematico è il caso di San Gennaro a Napoli). Per non parlare poi del caso Medjugorje, dove tre ciarlatane hanno costruito un impero facendosi forte dell’ignoranza e della debolezza delle persone che partecipano alle loro preghiere (un giorno approfondiremo specificamente l’argomento suggestione).

Come potete capire è tutta una contraddizione, ma non è finita qui. Il fine vero di queste due organizzazioni è unico ed è assolutamente condiviso: abolire qualsiasi forma di spiritualità con lo scopo di far vivere l'umanità in una società completamente materialista, in modo tale da tenerci sotto scacco in qualsiasi momento. Ovviamente sono loro a beneficiare della ricchezza del pianeta; noi, invece, abbiamo l’obbligo di rispettare le loro regole se vogliamo avere il privilegio di accedere al Paradiso (quale, non si sa), altrimenti finiremo tutti all’Inferno (esattamente come il Paradiso, anche questo stato non è mai citato nella Bibbia). Questo si chiama controllo mentale, perché la religione  non ha niente a che vedere con la spiritualità. Non dovrebbe neanche esistere. Nessun leader spirituale ha fondato un culto. L’avvocato Paolo Franceschetti, uno che da sempre si batte contro organizzazioni segrete e poteri forti, ha fatto notare come nella stragrande maggioranza dei telefilm i personaggi siano persone totalmente prive di qualsiasi forma di spiritualità, e i lori discorsi attengono a problemi di scarsa importanza. Anche i dibattiti tra i protagonisti all'interno degli episodi, se notiamo attentamente, non scalfiscono minimamente queste tematiche, ma riguardano sempre questioni spicciole, quali il vestirsi bene, la capacità di rimorchiare le donne, e quant’altro. Nessun protagonista, di qualsiasi serie, si è mai domandato il senso della vita, quello della morte, e altri problemi esistenziali che scuotono nel profondo ogni essere umano.

E non può essere una casualità che, come nel caso del telefilm “Dharma & Greg”, i personaggi più affini a queste realtà vengono ridicolizzati. Dharma è sì una praticante di Yoga, ma guarda caso è incredibilmente svampita e poco credibile, e la disciplina dello yoga non viene mai approfondita in nessuna stagione del telefilm. Specie in prossimità delle feste, chiaramente tutte cattoliche (del resto siamo o non siamo uno stato laico speciale?), veniamo tempestati da film a carattere religioso che narrano la vita di Gesù, raccontata sempre in chiave religiosa e mai approfondita del tutto, così come i suoi insegnamenti spirituali, ma non vengono mai mandati in onda pellicole su altri leader o filosofi spirituali. Il motivo è sempre lo stesso: non dobbiamo porci delle domande. Loro temono la nostra ribellione e il conseguente abbandono definitivo dalle istituzioni religiose. Noi possiamo vivere bene senza credere a quel mucchio di favolette che le varie religioni ci spingono a credere: in realtà, basta pensare che siamo tutti fratelli e che ognuno di noi si deve adoperare per il bene suo e di quello del prossimo. Fine, è tutta qui la storia. Noi possiamo prendere le redini della nostra vita, qualora lo volessimo fare, ma dall’alto fanno di tutto per non portarci nella condizione di evolverci “spiritualmente” come singoli individui.

Vi lasciamo con un video tratto dal ricercatore spirituale Daniele Penna, che da anni porta avanti la sua “battaglia” per diffondere alcuni concetti importanti. In questo video si parla della Legge di Attrazione, che i cittadini di quasi tutto il mondo conoscono tranne l’Italia, chiaramente. Anche se si può contestare il termine "attrazione", perché in realtà noi non siamo al centro dell’Universo, non “attraiamo” nulla, ma il concetto di fondo che in questo video viene spiegato è corretto: se noi perseguiamo l’essere, allora siamo dalla parte giusta. Buona visione.




                                                 Youtube, Daniele Penna


Mente libera, occhi aperti

                                                                                   Lo Sciacallo, Marcus L. Mason



mercoledì 3 febbraio 2016

STATO LAICO O PARACATTOLICO? UN INDOTTRINAMENTO CHE PARTE DA LONTANO


fonte: wikipedia.com

Per inquadrare l'argomento spinoso che stiamo per affrontare occorre innanzitutto fare un breve passo indietro temporale e tornare ai giorni immediatamente precedenti le ultime festività natalizie. Ricorderete certamente l'enorme polemica scoppiata in seguito alla decisione di un dirigente scolastico di un istituto di Rozzano, in provincia di Milano, di eliminare l'esibizione dei bambini con i canti natalizi di stampo cattolico per non urtare la sensibilità degli alunni appartenenti ad altre confessioni religiose.
Ci sono fondamentalmente due elementi che non tornano in questa vicenda: il preside sbaglia nel credere che un bambino possa sentirsi offeso o discriminato da una canzone di cui probabilmente non comprende nemmeno pienamente il significato. Inoltre così non fa altro che creare ulteriori distinzioni, attraverso un provvedimento che divide e non unisce, rivelandosi in questo modo controproducente. Questo andava detto.

Ma il nodo reale della questione è un altro e viene da molto più lontano. Riguarda la presunta laicità dello stato in cui viviamo, l'Italia. E' coerente quindi che negli edifici pubblici vengano esposti simboli a chiaro riferimento religioso? E' come affermare che il cattolicesimo è religione di stato, quando in realtà rappresenta solamente una maggioranza, non una totalità. E' chiaro che la presenza sul suolo italiano, come enclave, della Città del Vaticano, ha ricoperto e ricopre tuttora un ruolo fondamentale in tutto ciò. Esso ha infatti influenzato per secoli la mentalità comune, e, anche se lo si vuole negare, se si nasce qui, che sia in una famiglia cattolica praticante (il senso di questa parola ci è da sempre oscuro) o meno, si viene cresciuti con un'educazione a indubbio sfondo cattolico.
Partiamo dall'inizio: il battesimo, uno dei sacramenti della religione cristiana cattolica. La maggioranza dei neonati vengono battezzati, e spesso solo perché è normale che ciò venga fatto, e non perché i genitori riconoscano l'importanza che quel gesto assume in una visione spirituale. E' la mentalità comune sopracitata che impone ai genitori di battezzare il loro bambino. Quel bambino è però privato della possibilità di scegliere. Ed è qui la controversia più ostica da dirimere. Che senso può avere imporre una religione a un neonato che non ha la minima concezione di quello che gli sta accadendo? Non sarebbe più saggio e crediamo anche più etico lasciare a lui, una volta cresciuto, la decisione di suggellare la propria formazione personale cattolica eventualmente con il battesimo?

Questo è uno stato definibile come paracattolico, è inutile che continuiamo a girarci intorno, dove semplicemente vengono tollerate (e in alcuni casi storcendo molto il naso) le minoranze di altri culti. Ricordiamoci che fino a qualche decennio fa la Chiesa prescriveva a tutti i fedeli addirittura per chi votare alle elezioni e che ancora oggi, ogni qual volta se ne presenti l'occasione, il vescovo o il cardinale di turno non fanno mai mancare la loro opinione in merito a questa o quella legge, o a proposito del libro che il buon cristiano deve evitare come la peste, come accadde all'epoca della pubblicazione de Il Codice Da Vinci.

Tornando al tema dell'educazione, la cattolicità dello stato è riscontrabile anche nel settore dell'istruzione. Vi siete mai posti il problema dell'ora di religione a scuola? A parere di chi scrive, quest'ora non dovrebbe assolutamente essere facoltativa ma obbligatoria; ne andrebbero rivoluzionati i contenuti. Al posto di un'ora aggiuntiva di catechismo, essa dovrebbe essere trasformata in un momento in cui venire a conoscenza delle pratiche spirituali a noi lontane, come quelle orientali, o quelle nord-europee (il Cristianesimo ha tratto molto da entrambe le correnti).
E infine basta indottrinare giovani menti con bugie palesi. Prendiamo ad esempio i Vangeli: qualunque studioso, anche cattolico, o chiunque si sia informato sull'argomento, sa che Luca, Marco, Matteo e Giovanni NON sono gli unici e reali autori dei testi in questione, ma che attraverso i loro nomi vengono identificate le quattro correnti di pensiero vere autrici. Allora perché non provare a spiegare questo concetto a chi si avvicina allo studio delle Scritture? Meglio semplificare mentendo, ovviamente.

In definitiva, per lo sviluppo e il progresso necessari per un avanzamento morale del nostro paese, bisogna partire da qui. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio, ma non diamo alla Chiesa quel che NON è della Chiesa.

Mente libera, occhi aperti
                                            Lo Sciacallo, Marcus L.Mason

martedì 2 febbraio 2016

QUANDO LA MUSICA È ARTE: MISSISSIPPI GODDAM, IL GRIDO DISPERATO DI NINA SIMONE


                                                          Fonte foto: wikipedia


Oggi inauguriamo una nuova rubrica che riguarda la musica e suoi più grandi interpreti. L'artista protagonista della nostra prima biografia musicale è l'immensa e indimenticata Eunice Kathleen Waymon, in arte Nina Simone. Nina Simone è stata una pianista, scrittrice nonché attivista per i diritti civili, in particolare del popolo nero che, specie in quel periodo, era costantemente vittima di soprusi di natura razziale.

Nata a Tryon (Carolina del Nord) il 21 febbraio 1933, sesta di otto fratelli, sin da piccola si fa notare per il suo talento musicale e comincia a cantare in chiesa assieme ad altre due sorelle, "The Waymon Sisters". La giovane Simone ha potuto sperimentare sulla propria pelle fin dall'infanzia il pregiudizio razziale in voga soprattutto nel profondo Sud degli Stati Uniti: così prende lezioni di piano pagate dalla comunità nera che promuoveva una fondazione in grado di permetterle di completare gli studi a New York. Nei primi anni '50 lavora come pianista e cantante in vari club, ed inizia a farsi chiamare col nome d'arte che l'ha resa celebre, in onore di Simone Signoret, un'attrice francese che tanto amava. La musica di Nina Simone è orientata prevalentemente sul jazz, ma mescola con maestria anche elementi blues, gospel, R&B (con il significato originario del termine e non quello stravolto in chiave moderna) e folk.

Sono molteplici gli esempi di questa commistione di generi: ne è un esempio emblematico "Mississippi Goddam", brano estratto dall'album "Nina Simone in Concert", del 1964, uscito per la prima volta per l'etichetta discografica olandese Philipps Records, a dimostrazione delle difficoltà incontrate dall'artista nell'affermarsi sul mercato americano, tanto da spingerla a prendere la decisione di abbandonare la propria patria sul finire degli anni '70, accusando in particolare la CIA e l'FBI di scarso interesse per risolvere i problemi legati al razzismo. Sono gli anni in cui inizia a frequentare personaggi divenuti simbolo della lotta per i diritti civili, come Martin Luther King e Malcolm X. Dopo l'abbandono polemico dagli Stati Uniti si trasferisce prima nelle Barbados, poi in Liberia, Egitto, Turchia, Olanda, Svizzera e Francia, dove morirà il 21 aprile del 2003, sconfitta dopo una lunga battaglia contro il cancro al seno. In seguito alla decisione di lasciare gli USA, i suoi album verranno pubblicati di rado.

Tra le canzoni di protesta più significative dell'artista, oltre al brano preso in considerazione per la stesura di questo articolo, possiamo citare "Four Women" e "To Be Young, Gifted and Black" (di cui fece una cover famosa Aretha Franklin), tratte rispettivamente dall'album "Wild Is the Wild" (del 1966) e "Black Gold" (del 1970).

MISSISSIPPI GODDAM - Il brano venne concepito in meno di un'ora, e nasce in risposta a due spiacevoli eventi accaduti nel Mississippi (patria del blues): l'omicidio dell'attivista afroamericano, Medgar Evers, e l'attentato razzista alla Sixteenth Street Baptist Church di Birmingham, in Alabama, dove morirono quattro bambini di colore (i responsabili furono condannati all'ergastolo ben quarant'anni dopo). Nel pezzo, Nina Simone esprime tutta la sua frustrazione per la disuguaglianza tra la razza dominante, quella bianca, e quella dominata, ovvero la nera, costretta a subire ingiustizie di ogni genere, fino ad arrivare a rischiare la vita, nell'indifferenza delle istituzioni che, in risposta alle sempre più crescenti richieste di rivendicazione dei diritti civili portate avanti dai vari movimenti attivisti e di consapevolezza delle popolazioni di colore, rispondevono con un laconico "andateci piano!", per timore che l'introduzione in blocco di tali diritti avrebbe creato problemi nei confronti dei grandi proprietari terrieri del sud degli USA, territorio a maggioranza repubblicano. La canzone, infatti, come da copione, fu boicottata in molti paesi del sud.

Questo che vi proponiamo di seguito è il testo tradotto in italiano da Riccardo Venturi:


QUELL'INFETTO SCHIFO DEL MISSISSIPPI

Questa canzone si chiama quell'infetto schifo del Mississippi
e, voglio dire, è un maledetto schifo in ogni sua parola

L'Alabama mi ha sconvolta
il Tennessee mi ha fatto perdere il sonno
e tutti sanno di quell'infetto schifo del Mississippi

L'Alabama mi ha sconvolta
il Tennessee mi ha fatto perdere il sonno
e tutti sanno di quell'infetto schifo del Mississippi

Lo vedi
lo senti
è tutto nell'aria
non ce la farò più a sopportare alla pressione
qualcuno dica una preghiera

L'Alabama mi ha sconvolta
il Tennessee mi ha fatto perdere il sonno
e tutti sanno di quell'infetto schifo del Mississippi

Questa è una canzone da show
ma il suo show ancora non lo hanno scritto

Cani sulle mie tracce
scolaretti in galera
un gatto nero mi attraversa la strada
penso che ogni giorno sarà il mio ultimo

Signore abbi pietà di questa mia terra
toccherà a tutti, a tempo debito
io non sono di queste parti
e non sono nemmeno di quelle
ho persino smesso di credere nella preghiera

Non ditemi,
vi dico,
non dite a me e alla mia gente di ciò che ci toccherà,
sono stata qui, e lo so,
continuano a dire: vacci piano!

Ma è proprio qui il problema
andarci piano
lavare le finestre
andarci piano
raccogliere il cotone
andarci piano
sei solo uno schifo
andarci piano
sei una pigra del cazzo
andarci piano
pensare è da pazzi
andarci piano
dove vado
cosa faccio
non lo so
non lo so

Cerca solo di fare del tuo meglio
resisti e sii considerata come tutti gli altri
perché tutti sanno di quell'infetto schifo del Mississippi

Ti ho dato a pensare che stavo scherzando, eh?

Picchettaggi
bambini sulle brande dell'ospedale da campo
e poi provano a dire che è un complotto comunista
tutto quel che voglio è uguaglianza
per la mia sorella, per il mio fratello, per la mia gente e per me

Sì, mi avete mentito per tutti questi anni
mi avete detto di lavarmi e pulirmi le orecchie
e di parlare garbatamente, proprio come una signora
e avete smesso di chiamarmi Sister Sadie

Sì, ma tutta questa nazione è piena di menzogne
e morirete tutti quanti, morirete come mosche
io non mi fido più di voi
di voi che continuate a dire Vacci piano!
Andarci piano!

Ma è proprio qui il problema,
andarci piano
eliminare la segregazione
andarci piano
partecipazione di massa
andarci piano
riunificazione
andarci piano
fare le cose per gradi
andarci piano
ma causare ancor più tragedie
andandoci piano
perché non lo vedete?
Perché non ve ne accorgete?
Non lo so
non lo so

Voi non dovete vivere vicino a me
e allora datemi solo la mia uguaglianza
Tutti sanno del Mississippi
tutti sanno dell'Alabama
tutti sanno di quell'infetto schifo del Mississippi

e questo è quanto!

Vi lasciamo con quella che riteniamo essere, a nostro modesto parere, la migliore interpretazione del brano, tratta da un concerto tenutosi ad Amburgo nel 1988. Buon ascolto.


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Mente libera, occhi aperti
                                                                              Lo Sciacallo, Marcus L. Mason